Vittorio Mevio è una delle figure più riconoscibili e rispettate nel panorama delle Granfondo italiane. Presidente del GS Alpi di Sondrio, da oltre vent’anni è il regista di alcune delle manifestazioni ciclistiche più amate del Paese. Un manager dello sport che ha saputo trasformare la passione per la bicicletta in un volano per il turismo e la valorizzazione del territorio, portando ogni anno migliaia di appassionati sulle strade d’Italia.
Dietro ogni suo evento si nasconde una filosofia chiara: organizzare con professionalità, rispettare gli atleti e promuovere i luoghi che ospitano le gare. Un modo di intendere il ciclismo che unisce agonismo, esperienza e cultura del territorio.
Le radici in Valtellina
Tutto comincia tra le montagne di Valtellina, alla fine degli anni Novanta. Mevio, allora giovane dirigente sportivo, raccoglie la sfida lanciata quasi per gioco da un amico: «Perché non organizzate anche voi qualcosa?». Da quella battuta nasce la Granfondo delle Alpi, con partenza e arrivo a Chiesa in Valmalenco. L’anno successivo arriva la Granfondo MTB Costiera dei Cech a Morbegno. È l’inizio di un percorso che trasformerà un gruppo di appassionati in un’organizzazione di riferimento nazionale.
Il GS Alpi diventa presto sinonimo di serietà, sicurezza e cura dei dettagli. Con il tempo, l’esperienza cresce, così come la capacità di collaborare con istituzioni e comunità locali per creare eventi che generano valore economico e culturale.
Gli eventi simbolo: tra mito e passione
Oggi il calendario firmato GS Alpi è un mosaico di emozioni e di luoghi iconici. In cima spicca la Granfondo Gavia e Mortirolo, con partenza e arrivo a Ponte di Legno (BS): due salite leggendarie del Giro d’Italia che attirano ogni anno ciclisti da tutta Europa. «Non è solo una gara – racconta Mevio – ma una festa della montagna, una sfida personale in scenari unici».
Altro fiore all’occhiello è la Granfondo Laigueglia, storica manifestazione che apre la stagione amatoriale italiana. Lungo le strade della Riviera Ligure, tra mare e colline, centinaia di ciclisti si danno appuntamento per vivere la prima grande festa della nuova annata sportiva. Per Mevio, Laigueglia incarna lo spirito autentico del ciclismo: «È un evento che unisce generazioni e modi diversi di vivere la bici».
Nel calendario del Gran Trofeo GS Alpi trovano spazio anche la Granfondo Torino e la Granfondo Alassio, oltre ad altre manifestazioni che toccano località affascinanti del Nord Italia. Ogni gara ha un’identità precisa, costruita in dialogo con i territori e curata in ogni dettaglio.
Il metodo Mevio
Dietro ogni traguardo c’è un metodo rigoroso, affinato in anni di esperienza. Vittorio Mevio ha introdotto nel mondo delle Granfondo un approccio gestionale basato su pianificazione, sicurezza e rispetto per i partecipanti. Dalla logistica alla segnaletica, dalla comunicazione alla gestione del traffico, nulla è lasciato al caso.
«La sicurezza è il nostro punto di partenza – spiega – chi partecipa deve pensare solo a pedalare, al resto pensiamo noi». Ma il modello GS Alpi si fonda anche sulla valorizzazione dei territori: ogni gara diventa un’occasione per far conoscere borghi, montagne e prodotti tipici. È sport, ma anche promozione turistica e identità culturale.
Negli ultimi anni Mevio ha inoltre introdotto pratiche di sostenibilità ambientale, riducendo gli sprechi e sensibilizzando atleti e volontari sull’impatto ecologico degli eventi. Un’evoluzione coerente con la sua visione di un ciclismo moderno e responsabile.
Le sfide e la visione per il futuro
Oggi organizzare una Granfondo è una sfida complessa: aumentano i costi, le normative e le aspettative. Ma Mevio non si è mai tirato indietro. Durante la pandemia ha ripensato la gestione degli eventi, digitalizzato le iscrizioni e migliorato i servizi ai partecipanti. Ora guarda avanti, puntando anche su nuovi format come le granfondo gravel, che uniscono avventura, natura e libertà.
«Il ciclismo amatoriale – dice – non è solo competizione. È condivisione, scoperta, emozione. È il modo più bello per raccontare l’Italia da un punto di vista diverso: quello di chi pedala».
L’eredità di un manager appassionato
In un Paese dove il ciclismo è parte della cultura nazionale, Vittorio Mevio rappresenta la figura di un organizzatore moderno, capace di unire professionalità e passione. Le sue manifestazioni – dalla Granfondo Gavia e Mortirolo alla Granfondo Laigueglia – sono diventate esempi di efficienza organizzativa e di legame con il territorio.
Sotto la sua guida, il GS Alpi ha dimostrato che la bicicletta può essere molto più di uno sport: può essere strumento di promozione, di crescita e di comunità. Una lezione che continua a ispirare chi vede nello sport una forma di cultura e di futuro.
A cura della redazione di Inbici News24
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