Un percorso poco stimolante per la vittoria
Secondo il commentatore Ned Boulting, il percorso del Tour de France 2026 rischia di essere deludente, soprattutto per corridori come Remco Evenepoel. La mancanza di tappe che possano mettere in difficoltà Tadej Pogačar è evidente, con pochi momenti di vera “minaccia” per il dominio del campione sloveno.
La cronometro individuale e le difficoltà per Evenepoel
La singola cronometro individuale di 26 km, prevista per la sedicesima tappa, presenta una salita di 9,7 km al 4,3% sulla Côte de Larringes. Questo tipo di percorso favorisce Pogačar, mentre penalizza chi come Evenepoel sperava in una prova piatta più lunga, capace di offrirgli vantaggi.
Assenza di elementi tradizionali e doppia scalata di Alpe d’Huez
Boulting nota come manchino elementi caratteristici degli ultimi anni, come tappe con pavé, vento laterale o tratti di ghiaia, che avrebbero potuto rendere la corsa più imprevedibile. Inoltre, il percorso prevede due ascese dell’Alpe d’Huez nelle tappe 19 e 20, una scelta che divide gli appassionati.
Potenziale interesse nelle ultime tappe di montagna
Nonostante le critiche, Boulting evidenzia come la brevità della tappa 19 e la durezza della ventesima, con passaggi sul Croix de Fer e Galibier, possano offrire momenti di grande spettacolo e lotta in montagna, specialmente con l’approccio originale all’Alpe d’Huez.
Conclusioni sul percorso e aspettative
In sintesi, il percorso 2026 sembra favorire ancora una volta Pogačar, lasciando poche chance a rivali come Evenepoel. Tuttavia, alcune tappe potrebbero riservare sorprese e battaglie intense, anche se la mancanza di varietà nel percorso è un punto dolente per molti appassionati.

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