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photo @SprintCyclingAgency

Marcel Kittel lamenta i cambiamenti al Tour de France


Il Tour de France 2025 ha portato una novità che ha diviso gli appassionati di ciclismo: l’ultima tappa a Parigi non si è svolta lungo i tradizionali Champs Elysées, ma ha visto un arrivo in salita a Montmartre, dove Wout van Aert ha battuto Tadej Pogacar. Sebbene questa formula sia stata apprezzata da molti, ha suscitato anche critiche da parte dei puristi del ciclismo, come l’ex sprinter tedesco Marcel Kittel, che ha espresso il suo disappunto per l’evoluzione della corsa.

Il declino delle tappe per sprinter secondo Marcel Kittel

Durante il podcast Domestique Hotseat, Kittel, vincitore di 14 tappe al Tour de France, ha parlato con franchezza della riduzione delle opportunità per gli sprinter puri. Ricorda un tempo in cui c’erano otto o dieci occasioni per i velocisti, mentre oggi ne restano soltanto quattro. Secondo lui, non si tratta solo di un cambiamento del percorso, ma di una progressiva perdita dello spazio che ha sempre definito la specialità degli sprinter nel Grande Giro francese.

Kittel sottolinea inoltre che non si può pretendere uno spettacolo dove il tracciato non lo consente. “Se una tappa è completamente pianeggiante, non puoi aspettarti miracoli solo perché ci sono sprinter,” spiega. La pressione pubblica sulle squadre affinché “animino” la corsa in giornate di riposo o su terreni poco adatti è, a suo avviso, ingiusta e irrealistica.

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La fine della tradizione sugli Champs Elysées

La parte più emozionante del suo discorso riguarda la perdita della classica volata finale sugli Champs Elysées, che per Kittel non era solo una tradizione ma il culmine logico di tre settimane di fatica. Ha vinto due volte in questa leggendaria cornice e ricorda con nostalgia l’atmosfera unica di quell’arrivo, dove “Parigi ha un odore diverso”, fatto di profumi e sapori che non si trovano in nessun’altra tappa del Tour.

Questa trasformazione del percorso rappresenta per lui una perdita significativa dell’identità della corsa, che per decenni ha offerto un equilibrio tra montagne, tappe di transizione e volate spettacolari.

Il futuro degli sprinter nel ciclismo moderno

Nonostante le critiche, Kittel riconosce che il ciclismo sta evolvendo e che la nuova generazione di sprinter deve adattarsi diventando più versatili e capaci di affrontare salite e terreni più impegnativi. La competizione si è intensificata, con quasi ogni team che dispone di un velocista, rendendo ogni sprint un evento ancora più combattuto e prezioso.

Il suo messaggio non è un invito a tornare indietro, ma un monito affinché il Tour de France non dimentichi ciò che ha reso unica la sua narrazione: le tappe per sprinter rappresentano un elemento fondamentale, offrendo un contrasto emozionante e momenti di pura tensione che completano la magia della corsa.

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