Il progetto ambizioso di concludere l’edizione 2026 de La Vuelta nell’arcipelago delle Isole Canarie è ufficialmente naufragato, segnando un fallimento clamoroso per gli organizzatori e per gli appassionati locali. Quello che doveva essere un ritorno storico, dopo quasi quattro decenni dall’ultima visita del Grande Giro spagnolo, si è scontrato con una miscela esplosiva di tensioni politiche e insostenibilità finanziaria. Di conseguenza, le previste tappe finali non si svolgeranno su Gran Canaria e Tenerife, lasciando un vuoto significativo nel calendario della corsa e sollevando interrogativi sul futuro dell’integrazione tra sport e politica.
Il Ritorno Storico e le Aspettative Infrante
L’ultima volta che La Vuelta aveva toccato le Isole Canarie risale a un’epoca ciclistica quasi dimenticata. Pertanto, l’annuncio di un epilogo del Grande Giro nel 2026 aveva generato un entusiasmo palpabile, visto come una straordinaria vetrina internazionale per l’arcipelago. Tuttavia, le complessità logistiche e i costi esorbitanti legati allo spostamento dell’intero gruppo e delle carovane di supporto su un’isola lontana hanno sempre rappresentato un ostacolo non indifferente. Inoltre, la necessità di coprire una spesa stimata in 7 milioni di euro ha richiesto una collaborazione inter-istituzionale che, alla prova dei fatti, si è rivelata estremamente fragile.
La Miccia Geopolitica: Il Caso del Team Israeliano
Il vero detonatore del crollo del progetto è stata la controversia geopolitica incentrata sulla partecipazione del team noto in precedenza come Israel Premier Tech, ora in gara sotto il nome di Cycling Academy. La squadra, pur essendo registrata in Israele, ha spesso sollevato dibattiti per le sue presunte connessioni politiche. La questione è esplosa con la presa di posizione netta e inequivocabile di Antonio Morales, presidente del Cabildo di Gran Canaria.
Le Dichiarazioni del Cabildo di Gran Canaria
Antonio Morales non ha usato mezzi termini nel motivare il ritiro di Gran Canaria dal progetto. Il politico ha dichiarato apertamente che l’isola non spenderà “un solo euro” per ospitare una corsa che includa un team con legami diretti con il governo israeliano. Morales ha specificato che il proprietario del team Cycling Academy avrebbe presunti legami con il Primo Ministro Netanyahu e sosterrebbe azioni che egli definisce come “genocidio contro il popolo palestinese”. Di conseguenza, ospitare l’evento avrebbe reso Gran Canaria complice di tali azioni, un rischio politico e morale che Morales non è disposto a correre. Sebbene il mondo del ciclismo cerchi spesso di mantenersi neutrale rispetto ai conflitti internazionali, in questo caso specifico, la pressione etica e politica locale ha prevalso sulla logica sportiva e turistica.
Il Crollo Finanziario e l’Effetto Domino
Una volta che Gran Canaria, uno dei pilastri finanziari e logistici del piano, ha ritirato il suo sostegno, l’intero castello di carte è crollato rapidamente. L’effetto domino ha coinvolto immediatamente Tenerife. I funzionari dell’isola hanno riconosciuto l’impossibilità di coprire da soli il costo totale di 7 milioni di euro senza il contributo delle altre isole e del Governo delle Canarie.
I portavoce di Tenerife hanno tentato di mitigare l’impatto, affermando che il “panorama geopolitico è cambiato”, ma è chiaro che il cambiamento non è stato sufficiente per salvare le tappe proposte. La cifra richiesta per un evento di tale portata, che include non solo il pagamento della quota di partenza/arrivo a Unipublic (organizzatore de La Vuelta) ma anche i costi di sicurezza, infrastrutture temporanee e trasporto aereo per migliaia di persone e tonnellate di attrezzature, è semplicemente insostenibile per una singola isola. Pertanto, la decisione di Morales ha innescato una crisi finanziaria che ha reso il progetto irrealizzabile, indipendentemente dal desiderio di ospitare il Grande Giro.
Implicazioni per il Ciclismo e la Geopolitica Sportiva
Questo episodio rappresenta un precedente significativo nel mondo del ciclismo internazionale. Raramente le decisioni di un Grande Giro vengono annullate a causa di esplicite obiezioni politiche legate alla composizione del gruppo. Nonostante i team professionistici, come il team Cycling Academy, siano entità sportive che competono sotto le regole dell’UCI, le loro origini o sponsorizzazioni possono renderli bersagli in contesti di alta sensibilità politica. Di conseguenza, l’esclusione delle Isole Canarie non è solo una perdita logistica per La Vuelta 2026, ma anche un monito per gli organizzatori di eventi sportivi globali: le tensioni internazionali possono influenzare direttamente la pianificazione e l’esecuzione delle competizioni, specialmente quando sono in gioco ingenti fondi pubblici. Il ciclismo, sebbene sport di resistenza e fatica, si trova ancora una volta al centro di dinamiche che vanno ben oltre la strada e la competizione agonistica.

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