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Domani Il Giro scala il Blockhaus: e sarà verità pura


Da Formia all’Abruzzo, la settima tappa accende il primo grande duello tra gli uomini di classifica

 

Il Giro affronta il primo arrivo in salita: 244 chilometri e il terribile Blockhaus scuotono la classifica.

Articolo sviluppato dalla redazione di Inbici News24

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Il Giro d’Italia 2026 cambia volto. Dopo le volate, i finali nervosi e le fughe della prima settimana, la Corsa Rosa entra finalmente nel territorio dei grandi scalatori. La settima tappa dell’edizione 2026, da Formia al Blockhaus, rappresenta molto più di una semplice giornata di montagna: è il primo vero esame per i pretendenti alla maglia rosa, il primo spartiacque della classifica generale e probabilmente il momento in cui il Giro inizierà a raccontare la propria verità.

Sarà una giornata monumentale. Duecentoquarantaquattro chilometri, quattro regioni attraversate, oltre 4400 metri di dislivello e un finale che negli anni ha scritto pagine memorabili di ciclismo. Il Blockhaus non è soltanto una salita: è un giudice severo, una montagna che non concede tregua e che spesso divide definitivamente i campioni dagli uomini destinati a inseguire.

La sensazione che accompagna il gruppo alla partenza di Formia è quella delle grandi vigilie. I velocisti sanno già che dovranno stringere i denti soltanto per sopravvivere. Gli uomini di classifica, invece, iniziano a scoprirsi. Perché da domani non basterà più nascondersi.

Quattro regioni e una lunga marcia verso la montagna

La tappa attraversa Lazio, Campania, Molise e Abruzzo in un viaggio che sembra quasi una piccola corsa dentro il Giro. La partenza da Formia porterà immediatamente il gruppo dentro una giornata lunghissima, dove la gestione delle energie diventerà fondamentale.

Le prime ore di corsa saranno caratterizzate da continui saliscendi e da una lotta feroce per entrare nella fuga di giornata. In una tappa così dura e selettiva, molti corridori proveranno ad anticipare i grandi favoriti, cercando spazio prima che il gruppo dei migliori accenda definitivamente la corsa.

Il passaggio nelle province di Latina, Frosinone, Caserta e Isernia accompagnerà il Giro dentro paesaggi sempre più aspri. La corsa salirà gradualmente di intensità fino ad arrivare al primo snodo decisivo della giornata: il Gran Premio della Montagna verso Roccaraso.

Dopo 157 chilometri il gruppo affronterà infatti una salita di seconda categoria lunga 6,9 chilometri con pendenza media del 6,5%. Non sarà ancora il momento degli attacchi decisivi, ma sarà il tratto in cui molte squadre inizieranno a scoprire le proprie intenzioni. Chi vorrà fare corsa dura inizierà probabilmente a muoversi proprio lì.

Ma tutti sanno che il vero inferno arriverà soltanto più tardi.

Il Blockhaus: la salita che può cambiare il Giro

Il nome Blockhaus basta da solo a evocare fatica, crisi e imprese leggendarie. È una delle salite simbolo del Giro d’Italia moderno, una montagna dura, spietata e capace di creare distacchi enormi anche tra i grandi campioni.

Il finale della settima tappa sarà tutto costruito attorno agli ultimi 13,6 chilometri di ascesa verso i 1666 metri del traguardo abruzzese. Una salita con pendenza media dell’8,4%, ma soprattutto con tratti che raggiungono il 14%. Numeri che raccontano già perfettamente la brutalità dell’ascesa.

Il Blockhaus non concede respiro. Non ci sono lunghi tratti facili, non esistono pause vere. La strada sale costantemente e obbliga i corridori a una gestione perfetta dello sforzo. Qui chi sbaglia paga immediatamente.

Il dettaglio che rende ancora più esplosivo il finale è rappresentato dal Chilometro Red Bull collocato lungo l’ascesa. In palio ci saranno secondi di abbuono preziosissimi: sei secondi al primo, quattro al secondo e due al terzo classificato. Un elemento tattico che potrebbe spingere i big ad anticipare gli attacchi.

E proprio qui inizierà il vero Giro d’Italia.

I grandi favoriti pronti alla resa dei conti

La tappa del Blockhaus rappresenta il primo momento in cui gli uomini di classifica non potranno più nascondersi. Dopo giorni di controllo e prudenza, i grandi capitani sono chiamati a scoprire le proprie carte.

Tutti gli occhi saranno puntati su Jonas Vingegaard. Il danese arriva al primo arrivo in salita come uomo più atteso della corsa e il Blockhaus sembra perfetto per il suo modo di correre: ritmo devastante, progressione costante e capacità di demolire gli avversari salita dopo salita.

Ma attenzione alla concorrenza. Juan Ayuso appare sempre più brillante e potrebbe trasformarsi nell’uomo capace di accendere la corsa da lontano. Grande curiosità anche attorno a Primoz Roglic, corridore che conosce perfettamente le dinamiche delle grandi corse a tappe e che raramente sbaglia appuntamenti di questo livello.

Tra gli outsider più pericolosi spiccano Giulio Ciccone, attesissimo sulle strade di casa, e Richard Carapaz, uomo che nelle grandi salite del Giro ha spesso costruito le sue imprese più belle.

La UAE Team Emirates potrebbe provare a rendere la corsa durissima già da Roccaraso, mentre la Visma Lease a Bike appare intenzionata a controllare il ritmo fino agli ultimi chilometri del Blockhaus. Sarà una sfida tattica oltre che fisica.

Una giornata destinata a lasciare il segno

La settima tappa non assegnerà probabilmente il Giro, ma inizierà sicuramente a disegnare nuove gerarchie. Dopo il Blockhaus nessuno potrà più bluffare.

I velocisti arriveranno fuori tempo massimo nella loro personale battaglia contro la fatica, mentre davanti i migliori scaleranno una delle montagne più iconiche della corsa rosa con il peso delle aspettative sulle spalle.

L’arrivo in quota porterà inevitabilmente distacchi, crisi e ribaltoni. Alcuni usciranno rafforzati, altri perderanno terreno prezioso. Ed è proprio questo il fascino del Blockhaus: una salita che non fa prigionieri.

Quando il gruppo imboccherà gli ultimi chilometri verso il cielo d’Abruzzo, il Giro entrerà definitivamente nella sua dimensione più autentica. Quella della sofferenza, delle gambe che bruciano e degli uomini soli contro la montagna.

Perché il Giro d’Italia, quello vero, inizia sempre quando la strada sale verso il cielo.

 

A cura della redazione di Inbici News24
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