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Tour de Suisse 2026 - 89th Edition - 1st stage Sondrio - Sondrio 144 km - 17/06/2026 - Tadej Pogacar (SLO - UAE Team Emirates - XRG) - photo Ivan Benedetto/SprintCyclingAgency©2026

POGAČAR VERSO VILLARS, ULTIMO ESAME PRIMA DEL TOUR


Il Giro di Svizzera 2026 si chiude con la tappa regina: oltre 4.000 metri di dislivello e il Col de la Croix come giudice finale.

 

A Villars-sur-Ollon si decide il Tour de Suisse: Pogačar controlla, Carapaz difende il podio, Roglič cerca riscatto.

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Articolo a cura della redazione di InBici News24

Il Giro di Svizzera 2026 arriva oggi al suo atto conclusivo con la tappa più dura, più attesa e probabilmente più significativa dell’intera settimana. La Villars-sur-Ollon–Villars-sur-Ollon, lunga 150,7 chilometri, chiuderà la corsa elvetica sulle strade del Canton Vaud, con oltre 4.000 metri di dislivello e il Col de la Croix come grande protagonista tecnico e scenografico della giornata.

Dopo il successo nella cronometro di Aarburg, conquistato per pochi centesimi su Mathieu Van der Poel, Tadej Pogačar si presenta al via con una leadership solidissima. Il campione del mondo ha già vinto due tappe, ha dominato la corsa fin dal primo giorno e sembra ormai padrone assoluto della classifica generale. Ma l’ultima tappa del Tour de Suisse non sarà una semplice passerella.

La salita, la fatica accumulata e la lotta per il podio possono ancora accendere una giornata molto intensa.

Il Col de la Croix decide l’ultimo verdetto

La tappa conclusiva si sviluppa attorno a Villars-sur-Ollon, con un circuito durissimo che porterà i corridori ad affrontare più volte il Col de la Croix. La partenza è già in salita, con una prima ascesa parziale di 7,9 chilometri al 6,2% di pendenza media. Un avvio immediatamente selettivo, che impedirà a molti corridori di entrare gradualmente nella corsa.

Il cuore della frazione sarà però la scalata integrale al Col de la Croix: 19,6 chilometri al 7% medio, con tratti che arrivano fino al 17%. Una salita lunga, severa, adatta agli scalatori veri e capace di scavare distacchi importanti.

Il percorso prevede poi una lunga discesa verso Aigle, sede dell’Unione Ciclistica Internazionale, prima di tornare nuovamente verso Villars-sur-Ollon. L’ultimo passaggio in vetta arriverà a circa 42 chilometri dal traguardo, ma l’arrivo sarà ancora in salita. Questo significa che non basterà resistere: servirà lucidità fino all’ultimo metro.

Pogačar padrone, ma non semplice amministratore

Il grande favorito resta inevitabilmente Tadej Pogačar.

Lo sloveno della UAE Team Emirates-XRG ha costruito il proprio Giro di Svizzera con una superiorità impressionante. Prima l’attacco da lontano nella tappa inaugurale di Sondrio, poi la gestione delle giornate successive, infine la cronometro di Aarburg vinta al termine di un duello straordinario con Van der Poel.

Il vantaggio in classifica generale gli consentirebbe una corsa di controllo. Ma Pogačar raramente corre soltanto per difendersi. La sua stessa interpretazione del ciclismo porta spesso ad attaccare anche quando non sarebbe strettamente necessario.

Nei giorni scorsi il campione del mondo ha spiegato di voler portare a casa la maglia anche per la compagna Urška Žigart, caduta nella prova femminile del Tour de Suisse. Un dettaglio umano che aggiunge motivazione a una leadership già molto solida.

Carapaz, Vacek e Bagioli: il podio è ancora vivo

Se la vittoria finale sembra ormai indirizzata, la lotta per il podio resta aperta.

Richard Carapaz occupa la seconda posizione e oggi troverà un terreno molto adatto alle sue caratteristiche. L’ecuadoriano è stato uno dei pochi a provare realmente a inseguire Pogačar nella prima tappa e su una frazione di montagna così dura potrebbe cercare di consolidare il proprio piazzamento.

Alle sue spalle Mathias Vacek arriva con grande fiducia dopo l’ottima cronometro di Aarburg. Il ceco della Lidl-Trek è salito al terzo posto della generale e può ancora puntare alla seconda posizione.

Andrea Bagioli, quarto, rappresenta una delle note più positive per il ciclismo italiano in questo Tour de Suisse. La tappa di oggi sarà però molto impegnativa per le sue caratteristiche: dovrà difendersi con intelligenza, gestendo le energie e cercando di restare agganciato il più possibile ai migliori.

Roglič cerca un segnale prima del Tour

Tra i nomi più attesi c’è anche Primož Roglič.

Lo sloveno della Red Bull-Bora-Hansgrohe non ha brillato come molti si aspettavano, ma una tappa di montagna così dura può offrirgli l’occasione per lasciare finalmente un segnale forte. Non è abbastanza vicino per ribaltare la corsa, ma può ancora puntare a una vittoria di prestigio o a un recupero significativo in classifica.

In ottica Tour de France, proprio il rendimento di Roglič sarà uno dei temi più osservati. Il Giro di Svizzera sta dicendo molto sulla condizione dei big: Pogačar sembra già su livelli altissimi, Van der Poel ha mostrato una brillantezza sorprendente anche a cronometro, mentre altri uomini di classifica devono ancora fornire risposte definitive.

Tour de Suisse 2026 – 89th Edition – Teams Presentation – Sondrio – 16/06/2026 – Tadej Pogacar (SLO – UAE Team Emirates – XRG) – photo Ivan Benedetto/SprintCyclingAgency©2026

TOP 5 FAVORITI DI GIORNATA

  1. Tadej Pogačar
  2. Richard Carapaz
  3. Primož Roglič
  4. Matthew Riccitello
  5. Mikel Landa

OUTSIDER

Ilan Van Wilder, Enric Mas, Brandon McNulty, Sergio Higuita, Antonio Tiberi, Aleksandr Vlasov.

TOP 10 CLASSIFICA GENERALE DOPO LA 4ª TAPPA

  1. Tadej Pogačar
  2. Richard Carapaz a 4’22”
  3. Mathias Vacek a 4’27”
  4. Andrea Bagioli a 4’46”
  5. Brandon McNulty a 5’16”
  6. Tobias Foss a 5’19”
  7. Ilan Van Wilder a 5’34”
  8. Wilco Kelderman a 5’51”
  9. Primož Roglič a 6’04”
  10. Matthew Riccitello a 6’43”

Ultima tappa, ultimo messaggio al Tour

La tappa di Villars-sur-Ollon sarà molto più di una chiusura del Giro di Svizzera. Sarà un test finale prima del Tour de France.

Pogačar può amministrare, ma potrebbe anche voler chiudere in bellezza con un’altra dimostrazione. Carapaz dovrà difendere la seconda posizione. Vacek sogna il podio. Bagioli proverà a resistere tra i migliori. Roglič cercherà un segnale.

Il Tour de Suisse 2026 ha già raccontato molto. Oggi, sulle rampe del Col de la Croix, scriverà l’ultima pagina.

A cura della redazione di Inbici News24
Copyright © Riproduzione Riservata Inbici Media Group

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