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Photo @ SprintCyclingAgency

Girmay: “Da spettatore preferisco le volate. La lotta per la Maglia Gialla è più noiosa”


Mentre il Tour de France 2026 vive sotto il segno del dominio di Tadej Pogačar, c’è chi alza la voce per dire che non tutto ciò che brilla in montagna è oro. Biniam Girmay, sprinter del NSN Cycling Team, ha lanciato un messaggio chiaro: le frazioni per velocisti offrono qualcosa che certe performance in salita non hanno, ovvero l’incertezza fino all’ultimo metro. “Capisco chi dice che le tappe piatte siano meno interessanti”, ha spiegato Girmay a Feltet, “ma a volte trovo noioso anche io guardare qualcuno che va solo per 40 km in una frazione di montagna”. Un riferimento palese all’attacco stratosferico di Pogačar sul Tourmalet, che ha chiuso di fatto la pratica per la classifica generale.

Il dominio di Pogačar rende tutto scontato

Il corridore eritreo non ha nascosto che certe prestazioni in quota, per quanto straordinarie, tolgono suspence alla corsa. “Dipende da cosa piace alla gente”, ha ammesso, “ma preferisco guardare le tappe per sprinter perché non sai mai chi vincerà”. Il confronto con quanto visto nella sesta tappa è inevitabile: Pogačar ha staccato tutti, lasciando 2’40” a Jonas Vingegaard e oltre tre minuti agli altri big. Una dimostrazione di forza che ha trasformato la lotta per la Maglia Gialla in un monologo, riducendo lo spazio per il colpo di scena e rendendo la corsa, agli occhi di molti, già chiusa.

La lotta per la Maglia Verde è più spettacolare

Girmay va oltre e mette in evidenza come la battaglia per la Maglia Verde sia, al momento, più avvincente di quella per il giallo. “È più divertente guardare la lotta per il verde che quella per il giallo”, ha dichiarato a Sporza. Nel suo Tour, lo sprinter del NSN sta lottando regolarmente nei traguardi volanti e nelle volate, consumando energie preziose su tappe già dure.

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