Tutto lasciava pensare a una volata per Tim Merlier, ma l’undicesima tappa del Tour de France 2026 ha regalato un colpo di scena. A Nevers ha trionfato il norvegese Søren Wærenskjold, autore di uno sprint intelligente. Per lui si tratta del successo più importante in carriera, mentre la Uno-X Mobility conferma di essere una delle formazioni più interessanti di questa Grande Boucle. Tutto facile per la maglia gialla: Tadej Pogačar non corre rischi e mantiene il comando della classifica.
Fuga da lontano
La corsa si sblocca nella prima parte di gara, quando quattro uomini provano l’allungo: Julian Alaphilippe (Tudor), Anthon Charmig (Uno-X Mobility), Mathis Le Berre (TotalEnergies) e Nelson Oliveira (Movistar). Le squadre dei velocisti tengono la situazione sotto controllo e il vantaggio dei fuggitivi non diventa mai eccessivo.
Alaphilippe molla
Sulla Côte de Billy Chevannes Alaphilippe alza bandiera bianca, condizione ancora lontana dal meglio per il francese. Rimangono in tre davanti a tirare, cercando di difendere un margine di circa un minuto su un gruppo lanciato a velocità altissima.
Gruppo che riprende
A 5 km dal traguardo il plotone ricuce lo strappo e le formazioni dei velocisti iniziano a posizionarsi per la volata. La strada stretta e le velocità differenti dal solito creano però confusione: Merlier non riesce a trovare la posizione giusta e praticamente si tira fuori dalla lotta per la vittoria.
Wærenskjold beffa tutti
Cees Bol prova ad anticipare lo sprint a 500 metri e a sfruttare la situazione ci pensa Søren Wærenskjold, che si incolla alla sua ruota e scatta a 300 metri. Olav Kooij e Jasper Philipsen provano la rimonta, ma devono accontentarsi di completare il podio.

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