Il weekend del Tour de France 2026 si apre con una tappa da fuga e la vittoria va a Mauro Schmid, che a Belfort conquista il successo più importante della sua carriera. Lo svizzero della Team Jayco AlUla ha avuto la meglio su una giornata resa dura dal finale nervoso e da una fuga enorme, approfittando anche della scelta della maglia gialla di lasciare spazio agli attaccanti.
Fuga monumentale
La frazione si è accesa presto con un gruppo di corridori molto numeroso, nel quale si sono infilati uomini di primo piano come Tim Wellens, Brandon McNulty, Victor Campenaerts, Mads Pedersen, Ben Healy, Jasper Philipsen, Tom Pidcock, Biniam Girmay e molti altri. Il plotone, con la UAE Team Emirates-XRG a controllare senza forzare, ha lasciato fare, permettendo alla fuga di prendere margine.
Il Ballon d’Alsace cambia tutto
Nel finale il passaggio decisivo è stato il Ballon d’Alsace, dove la selezione ha iniziato a fare davvero il suo effetto. Tom Pidcock ha provato a fare la differenza sia in salita sia in discesa, ma non è riuscito a staccare tutti gli avversari. Alla fine sono rimasti in lotta una decina di uomini, pronti a giocarsi la tappa in volata.
Schmid batte Tejada
Ad avere la meglio è stato Mauro Schmid, bravo a leggere il finale insieme a Harold Tejada. I due hanno collaborato fino all’ultimo chilometro, poi si sono studiati e hanno dovuto resistere al rientro degli inseguitori. Nello sprint decisivo lo svizzero ha trovato il guizzo giusto e ha firmato la vittoria.
Pidcock terzo e in rimonta
Alle spalle dei primi due, Pidcock ha chiuso terzo vincendo la volata dei battuti. Un piazzamento che gli consente anche di salire virtualmente al quarto posto della classifica generale. In top-5 anche Maxim Van Gils e Brandon McNulty, mentre Tadej Pogačar ha tagliato il traguardo con il gruppo dei migliori e conserva senza problemi la maglia gialla.

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