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Photo @ SprintCyclingAgency

Pogačar e Vingegaard svegliati dall’antidoping alle 2 di notte: “Un controllo così è troppo”


Alla vigilia della quindicesima tappa del Tour de France 2026, Tadej Pogačar e Jonas Vingegaard sono stati sottoposti a un controllo antidoping nel cuore della notte, venendo svegliati in albergo alle 2 del mattino. Una scelta che ha subito fatto discutere, soprattutto in una fase così delicata della corsa, tra due tappe di montagna decisive.

La protesta di Vingegaard

Il danese non ha nascosto un certo fastidio per l’orario del controllo. “Pensavo non fosse consentito, ma a quanto pare lo è secondo il regolamento”, ha spiegato a HLN. “È positivo che ci controllino, ma non se questo influisce sulle prestazioni. Un controllo alle 2 del mattino è un po’ oltre il limite”.

Jorgenson ancora più duro

Più netta ancora la reazione di Matteo Jorgenson, compagno di squadra di Vingegaard, che ha parlato di mancanza di rispetto nei confronti dei corridori. “Mi è stato chiesto di tenere per me la mia opinione al riguardo. Ma questa è una totale mancanza di rispetto nei confronti dei corridori”, ha detto. “Ci stiamo concentrando moltissimo sul recupero. È estremamente importante, soprattutto tra due delle tappe di montagna più dure di questo Tour. E poi ti svegliano alle 2 del mattino. Questo mi fa davvero infuriare”.

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Pogačar minimizza

Più tranquilla la risposta di Pogačar, che a Eurosport ha raccontato di aver dormito poco ma di non aver vissuto la cosa nello stesso modo del rivale. “Ho dormito quattro ore. Per me non era le 2 di notte, ma le 5 del mattino, perché di solito vado a letto tardi. Di solito lo fanno al mattino, ma questa volta hanno scelto la notte”, ha spiegato.

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