Matej Mohorič ha riaperto la polemica sui controlli antidoping notturni al Tour de France con parole destinate a far discutere. In un’intervista a Siol, il corridore della Bahrain Victorious ha spiegato di aver subito un test alle 5 del mattino, definendolo un orario “praticamente a metà della nostra notte di sonno” perché i corridori vanno a letto tardi e fanno colazione solo alle 10.
“È un business”
Mohorič non ha messo in dubbio la necessità dei controlli, ma ha puntato il dito contro il sistema che li gestisce. Secondo lui, l’agenzia che effettua i test ha un budget importante e deve in qualche modo giustificarlo, motivo per cui queste ispezioni servirebbero anche a dimostrare che il lavoro viene svolto e che il ciclismo resta pulito e credibile.
La stoccata su Seixas
La frase più delicata è arrivata quando il sloveno ha parlato di equità. “Sarebbe bene avere dei limiti, o almeno assicurarsi che le regole siano uguali per tutti”, ha detto, aggiungendo che il francese Paul Seixas, alto in classifica generale, non sarebbe stato sottoposto a un controllo di quel tipo. È un passaggio che alimenta la polemica, perché chiama in causa uno dei grandi talenti del Tour e lascia intendere un trattamento diverso tra corridori di vertice.
Un dibattito che cresce
Le parole di Mohorič arrivano in un clima già teso, dopo i test notturni su Pogacar e Vingegaard e le successive verifiche su altri team, tra cui la Red Bull-Bora-Hansgrohe. La linea dello sloveno è chiara: il ciclismo paga ancora il peso del suo passato, ma i controlli non dovrebbero trasformarsi in una fonte di frustrazione o in una procedura percepita come selettiva.

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