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Photo @ SprintCyclingAgency

Tadej Pogacar nella storia: “È incredibile, sono senza parole”


È stata una giornata incredibile, degna di entrare direttamente nella storia del ciclismo. Tadej Pogacar ha conquistato il suo quinto Tour de France, eguagliando il record di leggende come Merckx, Hinault, Indurain e Anquetil e confermando un dominio totale su questa edizione 2026.

Sul podio di Parigi, davanti a una folla che ha trasformato i Champs-Élysées in un muro di rumore, lo sloveno ha provato a raccontare sensazioni che lui stesso definisce quasi da favola.

“È stata una giornata fantastica. Sono senza parole. È un giorno incredibile, c’era un’atmosfera incredibile. Sono felice che la corsa sia finita e che l’abbiamo vinta per la quinta volta. Ogni vittoria è davvero speciale. Ho già corso sette Tour, e sono sempre finito sul podio. Si potrebbe pensare che sia una favola: è incredibile anche per me.”

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Il segreto? Godersi la fatica

Dietro a questo quinto successo c’è una combinazione di talento, lavoro e capacità di soffrire ai massimi livelli, ma Pogacar insiste soprattutto su un aspetto: godersi quello che si fa e circondarsi delle persone giuste.

“Non so come faccio. Ci sono molti fattori in gioco. Il più importante è godersi ciò che fai ed essere circondato da persone che ci sono per te anche nei momenti più difficili, e ti sostengono così puoi costruire verso i tuoi obiettivi.”

Lo sloveno sa di aver chiuso un ciclo, almeno simbolico: cinque Tour in bacheca, una stagione dominante e un ruolo ormai centrale nell’era moderna del ciclismo. E infatti guarda già oltre, ma senza fretta.

“Adesso devo trovare un nuovo obiettivo da inseguire, una volta che questo è stato raggiunto. Quale obiettivo? Meglio non andare troppo avanti con la testa e goderci questo momento!”

Un podio da campioni, con un grande assente

Il podio di Parigi è di quelli che resteranno: Pogacar in giallo, Remco Evenepoel secondo, Isaac Del Toro terzo alla prima partecipazione. Tre corridori che si sono sfidati per tre settimane, ma il pensiero del vincitore va anche a chi questa corsa non l’ha potuta finire, a partire da Jonas Vingegaard, grande rivale degli ultimi anni.

“È un podio magnifico, condiviso con campioni incredibili contro i quali ho lottato per tutte queste settimane. Peccato che Jonas e molti altri siano caduti e si siano ritirati da questo Tour. Spero che potremo combattere di nuovo tutti insieme l’anno prossimo.”

Le sue parole sono la sintesi perfetta di cosa sia il Tour: una corsa che chiede sempre qualcosa in più, anche ai più forti.

“Quando entri al Tour de France sai che devi soffrire e passare attraverso molte cose solo per essere qui. Incontri i rivali più grandi, e tutti sono nella miglior condizione possibile, facendo del proprio meglio.”

E adesso la Vuelta?

Con la quinta maglia gialla già in archivio, la domanda inevitabile è la prossima grande sfida: sarà la volta della Vuelta a España, l’unico Grande Giro che gli manca? Le voci lo danno al via tra poche settimane, ma Pogacar sceglie ancora una volta la prudenza.

“Sarò alla Vuelta tra qualche settimana? Vediamo…”

Una risposta breve, ma che lascia aperta ogni scenario: dopo un Tour così, qualsiasi cosa Pogacar decida di fare avrà comunque i riflettori puntati addosso.

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