Pogacar raggiunge il club dei cinque, Merckx vede già il sorpasso
Con il quinto Tour de France conquistato, Tadej Pogacar è entrato nel ristretto club dei fuoriclasse capaci di vincere la Grande Boucle cinque volte, affiancando Jacques Anquetil, Bernard Hinault, Miguel Indurain ed Eddy Merckx. Proprio il Cannibale, che più di tutti incarna l’idea di dominatore assoluto, ha scelto di commentare l’impresa dello sloveno con parole che suonano come una vera investitura: “Gli faccio i complimenti, ma credo che non si limiterà a eguagliare me e gli altri campioni: presto migliorerà il nostro record di Tour vinti”, ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport.
Merckx ha sottolineato come in questo Tour il livello degli avversari non sia stato sempre all’altezza, complici anche la sfortuna di Jonas Vingegaard, ma il punto centrale del suo discorso resta uno: Pogacar ha dominato una corsa in cui l’unico rivale teorico si è staccato già sulla prima grande salita, senza mai dare l’impressione di poterlo mettere davvero in difficoltà.
“Ogni epoca ha i suoi campioni, ma quello che fa è impressionante”
Il belga ha voluto però precisare che non ama il confronto diretto tra ere diverse: “Ogni epoca ha i suoi campioni, non mi piacciono i paragoni”, ha ribadito. Allo stesso tempo, ha riconosciuto che fin dall’arrivo di Pogacar tra i professionisti era evidente di trovarsi di fronte a un talento fuori scala, e che la crescita dello sloveno in salita ha superato persino le sue aspettative: “Forse non credevo potesse diventare così impressionante in salita, mi sembra che ad ogni tappa batta i record di ascesa”.
È proprio questa combinazione – esplosività nelle classiche, tenuta nei tre settimane, capacità di stracciare i tempi sulle grandi salite – che rende Pogacar, agli occhi di Merckx, qualcosa di più di un semplice dominatore: un corridore che sta riscrivendo il modo in cui si misura il livello assoluto nel ciclismo moderno.
Fischi, dominio e il problema dello spettacolo
Merckx ha riconosciuto anche un’altra analogia tra il proprio passato e il presente di Pogacar: i fischi e i mugugni di parte del pubblico, che talvolta vivono il dominio di un singolo come un ostacolo al pathos della corsa. “La gente vuole vedere lo spettacolo, si appassiona ai duelli, mentre lui quando decide di attaccare domina e non ha rivali, così manca un po’ di suspense”, ha spiegato.
Triple Crown: “Se c’è uno che può farla, è lui”
Sul tema più delicato – la possibilità di vincere Giro, Tour e Vuelta nella stessa stagione – Merckx è stato sorprendentemente ottimista. “Se c’è uno che può farcela è proprio lui. Secondo me, se maturano le condizioni giuste, può riuscirci”, ha detto, spiegando come la distanza tra le tre corse renda teoricamente possibile mantenere una condizione altissima per l’intero arco dell’anno: Giro a maggio, Tour a luglio, Vuelta a fine estate.

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