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Photo @ SprintCyclingAgency

Rasmussen gela Vingegaard: “La Danimarca sarebbe più forte senza di lui ai Mondiali”


Il possibile ritorno di Jonas Vingegaard ai Mondiali 2026 continua a far discutere. Dopo una stagione estremamente intensa, culminata con la vittoria al Giro d’Italia e un Tour de France condizionato anche dalla frattura alla clavicola, il danese non ha ancora chiarito se sarà al via della rassegna iridata. In questo scenario è arrivata una presa di posizione decisamente controcorrente di Michael Rasmussen, secondo il quale la Nazionale danese potrebbe addirittura trarre beneficio dall’assenza del fuoriclasse della Visma | Lease a Bike.

“Creerebbe soltanto aspettative inutili”

Rasmussen non ha usato mezze misure: “In realtà penso che la squadra danese sarebbe più avvantaggiata se Jonas Vingegaard non si presentasse ai Mondiali. In questo caso, creerebbe soltanto aspettative inutili che, a mio avviso, Vingegaard non sarebbe in grado di soddisfare”. Il dubbio dell’ex professionista riguarda soprattutto la condizione del corridore dopo l’infortunio e i tempi necessari per tornare competitivo. Vingegaard ha infatti concluso il Tour prima del previsto proprio a causa della frattura alla clavicola e, al momento, la sua presenza alla rassegna iridata resta da definire. Lo stesso danese ha recentemente spiegato di non aver ancora ripreso gli allenamenti dopo l’infortunio.

Il problema del ruolo: Skjelmose può essere l’alternativa

Secondo Rasmussen, la questione non sarebbe soltanto legata alla condizione fisica, ma anche alla gestione tattica della Nazionale. Vingegaard, per prestigio e risultati, sarebbe quasi inevitabilmente destinato a ricevere un ruolo da uomo protetto: “È un corridore di grande calibro e ha un tale peso che gli dovrebbe essere assegnato un ruolo protetto. Ma sarebbe difficile da giustificare se non fosse in grado di rendere”. La Danimarca avrebbe comunque un’alternativa di assoluto livello in Mattias Skjelmose, già quarto ai Mondiali dello scorso anno e autore di un ottimo Tour 2026, chiuso al sesto posto della classifica generale. Il corridore della Lidl-Trek ha inoltre già confermato la propria presenza alla Vuelta a España, elemento che rende ancora più interessante la gestione della sua preparazione verso la rassegna iridata.

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Il ragionamento di Rasmussen apre così un interrogativo interessante: meglio schierare il corridore più forte sulla carta oppure costruire una Nazionale attorno a un leader sicuramente competitivo? Per Vingegaard, dopo aver disputato una stagione di 51 giorni di gara e aver conquistato Giro d’Italia, Parigi-Nizza e Volta a Catalunya, il recupero potrebbe essere la priorità. La decisione finale dovrà tenere conto non soltanto del prestigio di avere il due volte vincitore del Tour in squadra, ma anche della sua effettiva condizione e delle caratteristiche del percorso iridato.

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