La tragedia di Finlay Tarling potrebbe avere un risvolto giudiziario sorprendente. Mentre proseguono le indagini sulla morte del 19enne britannico, investito durante l’ottava tappa della Vuelta a Portugal da un veicolo entrato sul percorso di gara, la GNR ha fatto sapere che il conducente del mezzo potrebbe non essere accusato penalmente. A riferirlo è stato un portavoce della Guardia Nacional Republicana, che ha invitato comunque alla prudenza: “Non posso fornire una risposta definitiva al 100%, ma probabilmente no. Serve tempo, l’inchiesta prosegue e bisognerà raccogliere ulteriori prove”. Una possibilità che inevitabilmente fa discutere, considerando il tragico epilogo dell’incidente.
La dinamica è ancora sotto esame
Gli investigatori stanno cercando di capire perché il conducente abbia deciso di rimettersi in movimento dopo essere rimasto fermo per consentire il passaggio del gruppo principale. Secondo quanto riferito dalla GNR e riportato da O Jogo, l’uomo avrebbe dichiarato di essere rimasto fermo per un certo periodo e, non vedendo arrivare altri corridori, avrebbe chiesto alle persone presenti sul posto se potesse procedere. “Sul perché sia ripartito, non so dirvelo”, ha spiegato il portavoce. Sarà ora necessario verificare chi abbia dato eventualmente quell’indicazione e soprattutto se il conducente fosse consapevole che il percorso fosse ancora occupato da corridori. Le prime dichiarazioni dell’uomo sarebbero state inoltre “un po’ confuse”, circostanza che la GNR attribuisce anche allo stato di shock.
Nessun alcol o sostanza nel sangue
C’è poi un altro elemento già emerso dagli accertamenti: il conducente è risultato negativo ai test per alcol e sostanze psicotrope. Questo, insieme alla necessità di ricostruire con precisione tutte le circostanze dell’accaduto, potrebbe spiegare perché gli investigatori non abbiano ancora prospettato un’imputazione. Parallelamente, però, resta sotto esame anche il sistema di sicurezza della corsa. La GNR ha spiegato che il veicolo era entrato attraverso un accesso secondario, segnalato ma non presidiato fisicamente, mentre il dispositivo mobile si stava riposizionando proprio quando Tarling, che era rimasto attardato, ha aumentato la velocità in discesa. “La combinazione di diversi fattori ha portato a questo tragico epilogo”, ha dichiarato il portavoce. L’inchiesta dovrà quindi stabilire responsabilità e dinamica prima di arrivare a qualsiasi conclusione definitiva.

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