Da Monaco al Collado del Alguacil: cronometro, sterrato e grandi montagne disegneranno la battaglia tra Pogačar e gli uomini di classifica.
Articolo a cura della redazione di InBici News24
Ventuno tappe, 3.275 chilometri e soprattutto 58.156 metri di dislivello positivo. Ma, come accade in ogni grande Giro, ci saranno giornate che peseranno sulla classifica molto più delle altre.
La Vuelta a España 2026, al via sabato 22 agosto dal Principato di Monaco, presenta un percorso costruito per mettere continuamente sotto pressione gli uomini che puntano alla maglia rossa.
Tadej Pogačar parte con i favori del pronostico, ma Felix Gall, Oscar Onley, Richard Carapaz, Mattias Skjelmose, Enric Mas, João Almeida e Primož Roglič sanno che la Vuelta non si vincerà soltanto sulle grandi montagne.
Ci saranno cronometro, sterrato, giornate brevi e violentissime e arrivi in quota. Abbiamo quindi individuato dieci tappe che possono cambiare il volto della Vuelta 2026.
1ª TAPPA – 22 AGOSTO
MONACO-MONACO – 9,4 KM | CRONOMETRO INDIVIDUALE
La Vuelta inizierà senza concedere alcun periodo di ambientamento.
Dal fascino di Place du Casino scatterà una cronometro individuale di appena 9,4 chilometri, breve ma sufficientemente tecnica per stabilire immediatamente le prime gerarchie.
Non sarà la giornata nella quale si potrà vincere la Vuelta, ma qualcuno potrebbe già perdere secondi preziosi.
Per Tadej Pogačar rappresenterà la prima occasione per mettere pressione agli scalatori puri. Roglič e Skjelmose avranno a loro volta l’opportunità di partire forte, mentre uomini come Gall, Carapaz e Mas dovranno soprattutto limitare i danni.
E alla sera conosceremo il nome del primo uomo in maglia rossa.
4ª TAPPA – 25 AGOSTO
ANDORRA LA VELLA-ANDORRA LA VELLA – 104,8 KM | MONTAGNA
Appena quattro giorni dopo la partenza arriverà il primo vero terremoto potenziale della classifica.
Soltanto 104,8 chilometri, ma concentrati sulle montagne di Andorra.
Port d’Envalira, Beixalis, Coll d’Ordino e Alto de la Comella costruiscono una tappa breve, nervosa e praticamente senza possibilità di recuperare.
Le tappe di questo genere possono risultare persino più pericolose delle grandi maratone alpine: il ritmo è elevato fin dall’inizio e una crisi può trasformarsi rapidamente in minuti persi.
Qui vedremo per la prima volta chi possiede realmente le gambe per vincere la Vuelta.
Pogačar potrebbe già provare a imporre la propria legge. Gall troverà un terreno ideale per le sue caratteristiche, mentre Carapaz avrà la possibilità di utilizzare il suo ciclismo aggressivo.
6ª TAPPA – 27 AGOSTO
ALCOSSEBRE-CASTELLÓ – 177,4 KM | MEDIA MONTAGNA E STERRATO
È probabilmente la grande trappola della prima settimana.
La sesta tappa introduce una delle novità più interessanti della Vuelta 2026: circa tre chilometri di strada sterrata durante l’ascesa verso il Bartolo, salita di prima categoria.
Dopo lo sterrato arriverà una discesa veloce verso Castelló.
Non è un classico tappone di montagna, ma proprio per questo potrebbe diventare una giornata estremamente delicata.
Forature, problemi meccanici, posizionamento e nervosismo potrebbero avere un peso enorme. Per Pogačar, abituato anche alle grandi Classiche, il terreno non rappresenta certamente un problema. Per gli altri uomini di classifica sarà fondamentale restare nelle prime posizioni e soprattutto evitare incidenti.
Una di quelle giornate nelle quali il primo obiettivo sarà non perdere la Vuelta.
7ª TAPPA – 28 AGOSTO
VALL D’ALBA-ARAMÓN VALDELINARES – 149,8 KM | ARRIVO IN QUOTA
Il giorno successivo allo sterrato arriverà immediatamente la montagna.
La tappa verso Aramón Valdelinares propone quasi 150 chilometri e un finale in salita dopo una giornata già movimentata da diversi Gran Premi della Montagna.
L’ascesa conclusiva misura circa 9,8 chilometri al 5,9%, numeri apparentemente non estremi, ma che arrivano dopo una successione di salite e soprattutto dopo le fatiche della giornata precedente.
Sarà un primo test sulla capacità di recupero.
Per Gall e Mas potrebbe essere terreno favorevole, mentre Onley e Skjelmose potranno sfruttare la loro esplosività. Pogačar, naturalmente, resterà il riferimento contro il quale misurare tutti gli altri.
9ª TAPPA – 30 AGOSTO
LA VILA JOIOSA-ALTO DE AITANA – 187,5 KM | GRANDE MONTAGNA
Prima del primo giorno di riposo arriverà una delle giornate da segnare in rosso.
L’Alto de Aitana rappresenterà il primo grande appuntamento nel quale gli uomini di classifica non potranno più nascondersi.
Dopo quasi 190 chilometri, la montagna diventerà il giudice della prima settimana.
È qui che potremmo assistere al primo attacco realmente importante di Pogačar. Ma sarà anche una giornata fondamentale per Gall, Carapaz, Mas, Onley e Skjelmose.
La collocazione rende questa tappa ancora più interessante: dopo otto giorni di corsa, alla vigilia del riposo, qualcuno potrebbe decidere di rischiare.
E la prima settimana della Vuelta potrebbe già consegnarci una classifica molto diversa da quella immaginata alla partenza di Monaco.
12ª TAPPA – 3 SETTEMBRE
VERA-CALAR ALTO – 166,5 KM | ARRIVO IN SALITA
La seconda settimana entrerà nel vivo con l’arrivo al Calar Alto.
Sarà un’altra giornata costruita per gli scalatori e soprattutto per gli uomini che possiedono continuità nelle tre settimane.
A questo punto della Vuelta non conteranno più soltanto i valori assoluti: inizierà a diventare fondamentale il recupero.
Chi avrà speso troppo nella prima settimana potrebbe iniziare a pagare.
Gall potrà sfruttare le sue qualità di scalatore, Carapaz potrebbe cercare terreno per un attacco da lontano e Pogačar dovrà decidere se controllare oppure continuare ad accumulare vantaggio.
Calar Alto potrebbe rappresentare il momento nel quale la corsa comincerà davvero a selezionare i pochi uomini ancora autorizzati a pensare alla maglia rossa.
14ª TAPPA – 5 SETTEMBRE
JAÉN-SIERRA DE LA PANDERA – 152,7 KM | MONTAGNA
La Pandera è uno dei nomi che appartengono alla geografia della Vuelta.
Una salita dura, irregolare, capace di produrre differenze e di mettere in difficoltà anche gli scalatori più forti.
La quattordicesima tappa arriverà inoltre al termine di una settimana nella quale il caldo dell’Andalusia potrebbe iniziare a diventare un fattore importante.
Qui non conteranno soltanto i watt.
Conteranno alimentazione, idratazione, recupero e capacità di sopportare la fatica accumulata.
Pogačar potrebbe trasformare La Pandera in un’altra occasione offensiva. Ma uomini come Carapaz e Gall possiedono caratteristiche perfette per una giornata nella quale la corsa potrebbe esplodere molto prima dell’ultimo chilometro.
18ª TAPPA – 10 SETTEMBRE
EL PUERTO DE SANTA MARÍA-JEREZ DE LA FRONTERA – 32,5 KM | CRONOMETRO INDIVIDUALE
Potrebbe essere la giornata più sottovalutata dell’intera Vuelta.
Dopo quasi tre settimane di montagne arriveranno 32,5 chilometri contro il tempo.
A quel punto non esisteranno più gregari, strategie o marcature. Ogni uomo sarà solo davanti al cronometro.
Per Pogačar rappresenterà una straordinaria opportunità per guadagnare terreno sugli scalatori puri. Roglič, qualora fosse ancora in lotta per la generale, potrebbe trovare uno dei terreni migliori per le sue caratteristiche.
Gall, Mas e Carapaz dovranno invece preparare questa giornata con particolare attenzione.
Perché una Vuelta costruita in diciassette tappe può essere completamente riscritta in poco più di mezz’ora.
E subito dopo la cronometro resteranno ancora due giornate di montagna.
19ª TAPPA – 11 SETTEMBRE
VÉLEZ-MÁLAGA-PEÑAS BLANCAS – 205,1 KM | ARRIVO IN SALITA
Nessun tempo per recuperare.
Ventiquattro ore dopo la cronometro, gli uomini di classifica dovranno affrontare oltre 200 chilometri verso Peñas Blancas, sopra Estepona.
È una combinazione perfetta per produrre sorprese.
Chi avrà spinto al limite nella cronometro potrebbe pagare il giorno successivo. Chi invece avrà perso terreno avrà un motivo in più per attaccare.
A due giorni dalla conclusione, non ci sarà più spazio per i calcoli.
Peñas Blancas rappresenterà quindi l’anticamera della resa dei conti definitiva.
20ª TAPPA – 12 SETTEMBRE
LA CALAHORRA-COLLADO DEL ALGUACIL – 186,8 KM | LA TAPPA REGINA
Se esiste una giornata nella quale la Vuelta 2026 può essere completamente ribaltata, è questa.
Quasi 5.000 metri di dislivello concentrati nella penultima tappa.
Il percorso, modificato rispetto al disegno iniziale, proporrà due passaggi sull’Alto de El Purche, quindi l’inedito Puerto de El Duque prima dell’assalto conclusivo al Collado del Alguacil.
E sarà proprio il Collado del Alguacil a rappresentare l’ultimo grande giudice della Vuelta.
La parte decisiva dell’ascesa misura 8,3 chilometri al 9,8% medio, con punte che raggiungono e superano il 20%.
Numeri impressionanti, resi ancora più duri da un dettaglio: arriveranno alla fine della ventesima giornata di corsa.
Qui non servirà più nascondersi.
Chi avrà ancora qualcosa nelle gambe dovrà utilizzarlo.
Chi sarà secondo dovrà attaccare il primo. Chi sarà terzo dovrà provare a raggiungere il podio. Chi indosserà la maglia rossa dovrà difenderla metro dopo metro.
Pogačar potrebbe arrivarci con un vantaggio importante. Gall, Carapaz, Onley, Skjelmose, Mas, Almeida o Roglič potrebbero invece trovarsi davanti all’ultima occasione per cambiare la storia della corsa.
Il Collado del Alguacil è una salita inedita per il ciclismo professionistico.
Il 12 settembre potrebbe diventare immediatamente una montagna leggendaria.
DIECI GIORNATE, UNA SOLA MAGLIA ROSSA
Monaco aprirà il confronto.
Andorra stabilirà le prime gerarchie. Lo sterrato di Castelló metterà alla prova nervi e capacità di guida. Valdelinares, Aitana, Calar Alto e La Pandera inizieranno a selezionare gli scalatori.
Poi arriverà la terza settimana.
La cronometro di Jerez misurerà le forze senza possibilità di nascondersi. Peñas Blancas aprirà l’ultimo duello. Il Collado del Alguacil emetterà la sentenza definitiva.
Dieci giornate per costruire, difendere o perdere una Vuelta.
Tadej Pogačar parte come uomo da battere, ma proprio la durezza del percorso rappresenta la migliore garanzia contro qualsiasi pronostico scritto in anticipo.
Perché tre settimane possono cambiare tutto.
E prima di arrivare a Granada, la Vuelta a España 2026 chiederà ai suoi protagonisti di superare dieci esami nei quali anche una sola giornata negativa potrebbe valere un’intera corsa.
A cura della redazione di Inbici News24
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