L’incidente che ha costretto Tadej Pogačar ad abbandonare la Vuelta a España 2026 continua a far discutere il mondo del ciclismo. Il fuoriclasse sloveno è reduce da un intervento chirurgico alla clavicola e deve fare i conti anche con una frattura vertebrale e una commozione cerebrale, elementi che potrebbero avere conseguenze più importanti del previsto sul suo ritorno all’attività agonistica.
A lanciare un allarme è stato Bobbie Traksel, ex professionista olandese, intervenuto nel podcast Kop Over Kop. Il suo ragionamento parte da alcune statistiche elaborate da ProCyclingStats sugli effetti che determinati infortuni hanno avuto, nel tempo, sui corridori.
I numeri che preoccupano
Secondo quanto riferito da Traksel, le statistiche indicherebbero una riduzione media del rendimento del 4% dopo una frattura della clavicola e del 17% in seguito a una commozione cerebrale.
Il dato più impressionante riguarda però le fratture vertebrali. “I corridori che si rompono una vertebra riducono la loro capacità del 23%. Dopo l’incidente accumulano il 23% in meno di punti. È tantissimo”, ha spiegato Traksel.
Si tratta naturalmente di statistiche aggregate e non di una previsione medica sul futuro di Pogačar. Ogni infortunio presenta caratteristiche differenti e il recupero dipende dalla gravità delle lesioni, dalle terapie e dalla risposta individuale dell’atleta.
“Potrebbe essere stato il giorno in cui ha iniziato a calare”
Proprio per questo motivo, Traksel invita a non sottovalutare la presenza della componente vertebrale e della commozione cerebrale nel quadro clinico dello sloveno.
“Per la vertebra o la commozione cerebrale dipenderà molto dalla gravità. Non sappiamo come lo influenzeranno”, ha spiegato l’ex corridore, sottolineando però una delle caratteristiche che hanno sempre contraddistinto Pogačar: la capacità di recuperare rapidamente dopo gli sforzi e gli incidenti.
Secondo Traksel, proprio questo potrebbe rappresentare uno degli aspetti decisivi nei prossimi mesi. “Una delle sue qualità è recuperare rapidamente. Speriamo che possa succedere anche questa volta”, ha aggiunto.
Nessuna certezza sul futuro
Il passaggio più inquietante delle sue dichiarazioni riguarda però la possibilità che l’incidente possa rappresentare, almeno simbolicamente, un punto di svolta nella carriera di Pogačar.
“È stato questo il giorno in cui Pogačar ha iniziato a calare? È molto possibile”, ha ipotizzato Traksel, precisando subito che al momento non esiste alcuna certezza in questo senso.
La realtà sarà molto più chiara soltanto quando il campione sloveno tornerà ad allenarsi e, soprattutto, alle competizioni. Dopo una stagione ancora una volta dominata dai grandi successi, la vera domanda sarà capire se Pogačar riuscirà a tornare esattamente al livello che aveva prima della caduta.
Ed è proprio il lungo periodo a suscitare i maggiori interrogativi. Come ha concluso Traksel, tra qualche anno si potrebbe guardare indietro a questo incidente e chiedersi se quello sia stato davvero il momento in cui il rendimento di Pogačar ha iniziato a cambiare.

InBici Rivista per ciclisti, InBici Magazine, Passione sui Pedali











