La Red Bull-Bora-Hansgrohe ha le idee chiarissime sul futuro di Alessio Magagnotti. Il giovane talento trentino è considerato dal team tedesco uno dei prospetti più interessanti del panorama internazionale e, dopo una stagione da assoluto protagonista tra gli Under 23, si prepara a compiere il definitivo salto nel professionismo.
Il 19enne ha già lasciato un segno importante nella storia del ciclismo: a fine agosto, vincendo la seconda tappa del Giro di Germania, è diventato il primo corridore nato nel 2007 a conquistare una gara professionistica. Un risultato che ha confermato quanto visto durante l’intera stagione con la formazione Rookies, dopo le due annate trascorse alla Autozai Contri.
Magagnotti ha inoltre già avuto diverse occasioni per confrontarsi con il gruppo WorldTour. L’ultima esperienza è arrivata allo ZLM Tour, dove ha chiuso al secondo posto nella terza tappa, accumulando ulteriore esperienza ad altissimo livello.
Szmyd: “Era un concentrato di talento”
A raccontare quanto la Red Bull-BORA creda nel corridore italiano è stato Sylwester Szmyd, direttore sportivo della squadra, intervistato da WielerFlits.
Il polacco ha raccontato un episodio avvenuto durante il ritiro di gennaio, quando aveva organizzato alcune sessioni di sprint per testare i corridori più veloci: “Alessio li ha surclassati tutti. L’ho visto correre e ho detto subito alla dirigenza: date a quel ragazzo un contratto da professionista il prima possibile”.
Secondo Szmyd, non si trattava semplicemente di un buon velocista: “Era chiaro che fosse un concentrato di talento e che non dovessimo aspettare che se ne accorgesse il mondo esterno”.
Una convinzione che spiega la scelta della squadra di accelerare il percorso di crescita del giovane italiano.
Il paragone con Peter Sagan
Il potenziale di Magagnotti non viene individuato soltanto nella velocità. Szmyd ha infatti sottolineato anche le qualità tecniche e la naturalezza con cui il trentino riesce a muoversi nel gruppo, proponendo un paragone particolarmente importante.
“Paragonatelo al giovane Peter Sagan”, ha spiegato il direttore sportivo, specificando che il riferimento non riguarda necessariamente le caratteristiche fisiche, ma soprattutto il modo di stare in corsa e di affrontare le difficoltà senza apparente pressione.
Un atteggiamento molto diverso, secondo Szmyd, da quello di una leggenda italiana come Mario Cipollini. Magagnotti viene descritto come un ragazzo estremamente tranquillo, umile e soprattutto desideroso di imparare.
Una crescita che passa anche dagli errori
La Red Bull-BORA è rimasta colpita soprattutto dalla rapidità con cui Magagnotti riesce a trasformare i propri limiti in nuove competenze.
Szmyd ha citato l’esempio dello ZLM Tour. Prima della partenza gli aveva chiesto al giovane italiano se sapesse come affrontare i ventagli. La risposta era stata negativa e, non conoscendo quella dinamica di gara, Magagnotti si era ritrovato nel gruppo più arretrato.
Non per mancanza di gambe, ma semplicemente per inesperienza.
Il giorno successivo, però, la situazione era completamente cambiata: “Il secondo giorno si è ritrovato improvvisamente nel primo gruppo”. Per Szmyd, è una dimostrazione evidente della capacità del ragazzo di ascoltare, imparare rapidamente e mettere in pratica i consigli ricevuti.
“Speriamo che diventi il nostro miglior velocista”
Il progetto della Red Bull-BORA è quindi particolarmente ambizioso. La squadra ha deciso di puntare su Magagnotti nel settore delle volate, anche nell’ottica della partenza di Jordi Meeus.
Il giovane italiano non dovrebbe però ricevere pressioni immediate. La stagione del debutto servirà soprattutto ad apprendere e a lavorare al fianco di Danny van Poppel, che secondo Szmyd rimane uno dei migliori uomini di lancio del gruppo.
“Speriamo che Alessio diventi il nostro futuro miglior velocista”, ha dichiarato il direttore sportivo, sottolineando la velocità con cui il corridore sta migliorando.
E c’è un dato che impressiona particolarmente lo staff: “È incredibile vedere quanto velocemente stia migliorando. Succede ogni mese, forse ogni settimana”.
Non solo volate: Magagnotti può diventare un corridore da classiche
La vera ambizione, però, potrebbe essere ancora più grande. La Red Bull-BORA non vuole infatti trasformare Magagnotti in un corridore esclusivamente dedicato agli sprint.
La sua formazione su pista e la capacità di tenere anche quando la strada sale fanno pensare a un possibile futuro nelle classiche, oltre che nelle volate.
“Credo che non sia un puro velocista. Se la cava bene anche in salita e forse le classiche potrebbero fare al caso suo”, ha spiegato Szmyd.
Il riferimento a corridori completi come Wout van Aert è quindi tutt’altro che casuale. Per il momento, però, la squadra vuole evitare qualsiasi etichetta: “Non vogliamo incasellarlo in una categoria, perché così si finisce per dire che ci sono dei limiti”.
Il messaggio della Red Bull-BORA è chiarissimo: Alessio Magagnotti ha ancora tutto da scoprire, ma il suo potenziale viene considerato enorme. E dopo quello che ha già mostrato a soli 19 anni, il ciclismo italiano può davvero aver trovato un altro talento capace di lasciare il segno.

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