Non ci sono solo maglia gialla e podio di Parigi: il Tour de France 2026 consegna alla storia anche il titolo di corridore supercombattivo e quello di miglior gregario, due riconoscimenti che dicono molto su come è stata corsa questa edizione. A prendersi la scena sono Richard Carapaz, protagonista assoluto sulle montagne, e Quinn Simmons, il “baffo” della Lidl–Trek instancabile al servizio dei compagni.
Carapaz, la locomotiva più combattiva del Tour
Il premio di corridore supercombattivo è stato naturalmente assegnato a Richard Carapaz, simbolo di un modo di interpretare il Tour sempre all’attacco.
L’ecuadoriano della EF Education–EasyPost ha costruito questo riconoscimento con una terza settimana da protagonista fisso: fughe, attacchi ripetuti e due vittorie di tappa, la 18ª a Orcières-Merlette e la 20ª sull’Alpe d’Huez, entrambe in alta montagna.
In più occasioni Carapaz era stato già premiato come il più combattivo di giornata, a conferma di una filosofia chiara: meglio rischiare davanti che accontentarsi nel gruppo. In questo Tour ha collezionato diversi riconoscimenti di combatività nelle tappe di montagna, prima di vedersi assegnare il titolo globale di supercombattivo dell’intera corsa, frutto della combinazione tra voto del pubblico e giuria.
Il re della montagna in maglia a pois
Come se non bastasse, Carapaz salirà sul palco di Parigi anche per ricevere la maglia a pois, simbolo del re della montagna.
La sua aggressività sulle salite ha pagato: il campione olimpico ha accumulato punti GPM giornata dopo giornata, fino a chiudere in testa alla classifica degli scalatori davanti a nomi come Tadej Pogacar e Valentin Paret-Peintre.
Due vittorie di tappa, la maglia a pois, l’ottavo posto nella generale e il titolo di corridore più combattivo compongono uno dei profili più completi di tutto il Tour 2026: Carapaz non ha vinto la corsa, ma l’ha animata come pochi altri.
Simmons, il miglior gregario: il baffo che non si è mai fermato
Se Carapaz rappresenta l’attacco continuo, il premio di miglior gregario racconta la fatica meno visibile ma fondamentale. Il riconoscimento è andato a Quinn Simmons, il “baffo” della Lidl–Trek, votato per il lavoro quotidiano al servizio dei suoi compagni.
Simmons è stato protagonista sia in fuga sia in testa al gruppo, spesso impegnato a tirare nei tratti chiave per proteggere Mads Pedersen nella caccia alla maglia verde e per sostenere gli uomini di classifica come Juan Ayuso e Mattias Skjelmose.
In salita ha resistito oltre le aspettative, restando con i capitani finché possibile e contribuendo a tenere la squadra sempre presente nelle zone calde della corsa. Un impegno costante, riconosciuto da giuria e tifosi con il premio di gregario della settimana che, idealmente, si estende a tutto il Tour.
Il senso di questi premi
Il titolo di supercombattivo e quello di miglior gregario chiudono il quadro di un Tour in cui non sono stati protagonisti solo Pogacar e i grandi uomini di classifica. Carapaz è stato la faccia più spettacolare dell’attacco in montagna, Simmons quella del lavoro silenzioso ma decisivo per i compagni: due modi diversi di incidere su una corsa che vive anche di gesti generosi, di chi si sacrifica e di chi prova comunque a inventare la gara.

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