Richard Carapaz si prende un’altra giornata da protagonista al Tour de France 2026: vince la ventesima tappa, la seconda in questa edizione, conquista la maglia a pois e conferma la sua grandezza sulle montagne. Alle sue spalle, Tadej Pogacar difende la maglia gialla e festeggia anche il risultato di squadra con Isaac del Toro ancora sul podio della generale.
La tappa ha vissuto una lunga fase di selezione già sul Col de la Croix-de-Fer, dove è partita una fuga di alto livello con uomini come Juan Ayuso, Ben Healy, Sepp Kuss, Jai Hindley, Thymen Arensman e altri corridori di qualità. In gruppo, invece, nessuna battaglia vera: Pogacar ha controllato il ritmo e ha anche lavorato per il compagno del Toro, mentre i corridori di classifica si sono limitati a seguire senza forzare.
Il momento decisivo è arrivato sul Col de Sarenne, dove Sepp Kuss ha provato l’allungo ma Carapaz è rimasto lì, sempre più incisivo. Poi, nella discesa, il colpo di scena: Kuss è finito a terra e l’ecuadoriano ha approfittato dell’occasione con lucidità, gestendo il finale fino all’Alpe d’Huez e andando a prendersi una vittoria pesantissima. Ottima anche la prova di Remco Evenepoel, che ha consolidato la seconda posizione in classifica generale.
C’è però un aspetto che rende questa giornata ancora più interessante: l’Alpe d’Huez, per il secondo giorno di fila, torna al centro della scena ma su un versante diverso. E proprio qui si vede la differenza tra una salita affrontata come tappa di controllo e una salita vissuta come teatro di battaglia vera. L’anno scorso, con Montmartre, l’ultima settimana aveva assunto un sapore quasi da classica; se il finale parigino restasse senza quella salita, si tornerebbe alla passerella tradizionale, con i velocisti destinati a prendersi tutta la scena.

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