Il caso della borraccia negata a Tadej Pogačar nel finale della sesta tappa della Vuelta a España continua a far discutere. Dopo le lamentele del campione sloveno per non aver ricevuto acqua negli ultimi chilometri, sul tema è intervenuto anche Roberto Reverberi, che attraverso Facebook ha commentato l’articolo dedicato alla vicenda prendendo una posizione molto dura nei confronti del regolamento dell’UCI.
“Regolamento insensato”
Il dirigente italiano contesta soprattutto il divieto di rifornimento nel finale e non usa mezzi termini: “Regolamento insensato! Non si capisce ancora il motivo per cui non si possa dare una borraccia nel finale di una corsa”. Secondo Reverberi, soprattutto in condizioni di caldo estremo, una norma del genere non avrebbe una giustificazione logica.
La critica si allarga poi ad altre disposizioni: “Regole obsolete esistenti da anni che non trovano una spiegazione logica e non è l’unica”. Tra gli esempi cita anche l’obbligo per i corridori di sfilarsi verso l’ammiraglia del presidente di giuria per rifornirsi, creando situazioni nelle quali diventa necessario un successivo intervento della squadra per rientrare.
“Se ti cade la borraccia ai meno 19 devi morire di sete”
Reverberi insiste proprio sulle conseguenze pratiche di queste regole: “Se ti cade la borraccia ai meno 19 devi morire di sete. Come il fatto di non poter prendere una borraccia nei primi 20 km. Provate a chiederlo a qualsiasi commissario e vi assicuro che nessuno te lo sa spiegare! È così… punto!!!”
E precisa che la sua posizione non nasce dalla volontà di contestare il comportamento dei commissari: “Io discuto il regolamento, non il fatto poi di interpretarlo in base al buonsenso del Commissario”. Per Reverberi, il problema è quindi alla radice e riguarda norme che, a suo giudizio, non sono più adatte al ciclismo moderno.
“Va eliminato completamente”
L’esempio finale è ancora più netto: “Se un corridore perde la borraccia dopo 5 km per un passaggio a livello, devo venire a chiedere il permesso per una borraccia? Ma stiamo scherzando”. Da qui la richiesta di una revisione radicale: “Sono tutte cose obsolete inventate anni fa che non hanno più senso di esistere”.
Il messaggio conclusivo è inequivocabile: “Va eliminato completamente”. La polemica nata dalla richiesta d’acqua di Pogačar alla Vuelta diventa così l’occasione per rimettere in discussione un intero sistema di regole sui rifornimenti che, secondo Reverberi, dovrebbe essere completamente rivisto.

InBici Rivista per ciclisti, InBici Magazine, Passione sui Pedali












