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DELRIO: “LA BICI E’ UN MEZZO PER MUOVERSI E PER FAR MUOVERE L’ECONOMIA”

“La sostenibilità energetico-ambientale, la vivibilità delle città e la possibilità di ridurre le attività con elevato impatto ambientale rappresentano oggi obiettivi irrinunciabili ed elementi fondanti alla base delle politiche di sviluppo delle nostre comunità”. Si apre così il rapporto dell’Osservatorio Bikeconomy dal titolo: Analisi sui benefici degli investimenti in infrastrutture ciclabili. Verranno presentati venerdì 16 novembre al MAXXI di Roma, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, i risultati del report, durante la terza edizione del Bikeconomy Forum.

“Mobilità ciclabile e infrastrutture: prospettive e vantaggi”, questo punta a spiegare il forum, proprio i vantaggi dei quali una comunità può usufruire incoraggiando l’utilizzo della bicicletta. Lo ha detto anche l’ex Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio a Il Messaggero “La bici è un mezzo sicuro per muoversi e per far muovere l’economia”.

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Chiaramente uno dei primi punti affrontati è quello della salute: secondo stime Oms, il 92% della popolazione mondiale vive in luoghi dove la qualità dell’aria è oltre i limiti di sicurezza per la salute. L’esempio resta quello di città come Copenaghen e Amsterdam, dove l’uso della bicicletta è invece diffuso e consolidato da sempre. Secondo il Global INRIX Traffic Scoreboard 2017, un cittadino romano butta via il 13% della propria giornata nel traffico, uno di Copenaghen l’8. Sono dati significativi. Avete presente quando state in fila e avete l’impressione di passare la vostra vita dentro l’automobile? Ecco, ci siete molto vicini. Nelle suddette capitali del Nord più del 50% della popolazione usa abitualmente la bicicletta, Roma si ferma ad un misero 1%. L’asticella si alza un po’ di più al Nord, ma è ancora troppo poco rispetto ai progressi che tutti i paesi dell’Unione Europea si stanno impegnando a compiere.

C’è chi potrebbe pensare che quelle città siano aiutate dalla loro geografia (nonché dalla loro grandezza) all’utilizzo delle due ruote, ma in questo senso allora è ancora più esemplare l’esempio di Londra. Secondo il rapporto infatti “Con la nuova Transport Strategy dell’attuale sindaco Sadiq Khan, l’obiettivo della capitale inglese è quello di arrivare all’80% degli spostamenti con mezzi pubblici, a piedi o in bicicletta, eliminando 3 milioni di viaggi in auto al giorno. Tale tipo di obiettivo vuole essere perseguito sia disincentivando l’uso dell’auto – già consolidata è la misura della Congestion Charge che prevede il pagamento per l’accesso in auto a determinate zone della città – sia promuovendo parallelamente l’uso della bici attraverso ulteriori investimenti in nuove ciclabili (142 milioni di £ per il biennio 2017-2018). L’attenzione a questa nuova modalità di mobilità è anche da parte dei datori di lavoro con programmi di bike to work o fornendo ai propri lavoratori spogliatoi e un magazzino per il proprio mezzo a pedali”.

La situazione in Italia è contraddittoria, perché come è facile immaginare, abbiamo una lunga e gloriosa tradizione ciclistica, e ancora oggi siamo tra i maggiori esportatori di biciclette e componenti (anche se i dati vanno sempre diminuendo), eppure le aziende di Bike Sharing falliscono e nonostante le nuove politiche tendano a favorire l’utilizzo della bici (la Legge Quadro per la Mobilità ciclistica 2 , (11 gennaio 2018, n.2), ad esempio, ha previsto un iniziale stanziamento di 14,8 milioni per le regioni per creare o mettere in sicurezza 70 percorsi e piste ciclabili), gli utilizzatori nell’ultimo anno sono scesi.

In particolare, secondo il rapporto, partendo da un’analisi dei dati ISTAT del 2015, le città dotate di piste ciclabili sono 104 (una in meno del 2014 – Campobasso – ma 15 in piu del 2008) di cui, 39 hanno incrementato la propria dotazione (mediamente, di 3,5 km) dal 2014 al 2015. A guidare la classifica delle regioni con una maggiore dotazione di piste ciclabili (km/100mila abitanti), c’è l’Emilia Romagna (28,02 km/100mila abitanti), seguita da Veneto (10,72) e Trentino Alto Adige (10,5). Le regioni, invece, che registrano meno di un chilometro ogni 100 mila abitanti sono Campania, Sicilia e Molise.

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