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ECCO LA VERITA’ SUL RIENTRO DI ARU NEL FANGO. PARLA SCOTTI


In esclusiva per InBici Magazine

Fausto Scotti al solito va avanti e indietro sul percorso. Osserva, scruta, annota, parla. E segna sul taccuino lo scheletro della formazione che porterà ai mondiali di ciclocross.

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Tra questi c’è anche il nome di Fabio Aru, che intanto, mentre Scotti fa i suoi ragionamenti, si riscalda sul tracciato leccese e visiona il percorso di gara come un semplice corridore. Tutto di nero vestito, senza pressioni addosso e con il sorriso, mentre saluta tutti.

“Fabio? Certo che lo voglio portare.

Invece di portare tre o quattro atleti, ne porterò cinque. Cosa cambia. Non ruba il posto a nessuno.

Dovrebbero essere contenti anche gli altri invece di fare polemiche.

Pensate che in una trasmissione in Olanda hanno messo una foto di Fabio che forse avrebbe partecipato all’ultima prova di Coppa del Mondo.Lo share è schizzato al 76% di share solo per la sua immagine.

Fabio Aru (ITA – Qhubeka-Assos) – photo Roberto Bettini/BettiniPhoto©2021

E questo fa pensare anche a quanto ne possa beneficiare il ciclismo italiano. Van Der Poel, Van Aert, e gli altri atleti di livello mondiale gli scrivono ogni giorno e sono felici che possa partecipare e che sia tornato al ciclocross. La nostra vittoria è che sia rientrato felice e sorridente. Poi se farà anche il prossimo anno il ciclocross ben venga. Se deciderà di non farlo non cambia nulla. L’importante è che siamo riusciti a riportarlo in sella”, chiosa Scotti.

Come ti è venuto in mente di far risalire il sardo in sella a una bici da ciclocross?

“Mi ha chiamato un giorno e mi ha espresso la volontà di fare qualche gara nel fango. Per ritrovare se stesso, per ritrovare la voglia di far fatica, di riprendere il ritmo di gara e anche di allenarsi in modo diverso. Dopo otto anni è ritornato all’antico amore. E’ rimasto il ragazzino di sempre e io gli voglio bene, come voglio bene a tutti i ragazzi che hanno voglia di far fatica. Si merita una chances.

Lui per contratto, dice lui, ha chiesto di fare anche delle gare di ciclocross. La cosa importante è che Fabio abbia recuperato mentalmente, è contento di fare questa specialità e noi come federazione abbiamo fatto soltanto il nostro dovere.

Fabio Aru (ITA – Qhubeka-Assos) – photo Roberto Bettini/BettiniPhoto©2021

E questo era il minimo che potessi fare per lui. Lo conosco da tantissimo tempo, si sta divertendo e sta ritornando l’atleta di un tempo e credo che quest’anno il salto di qualità lo potrà fare anche sulle gare di un giorno”.

Sembra che siano più contenti all’estero che in Italia:

“Ho ricevuto la telefonata del suo diesse Missaglia che non condivideva la scelta di Fabio Aru. Ma Missaglia deve parlare con l’atleta non con me. Ha fatto questa scelta e gli farà molto bene in termini di rendimento in gara. In fin dei conti sono quattro gare. E gli fanno molto meglio che rimanere chiuso in un ritiro a Tenerife dove adesso, causa nubifragi, non possono uscire in allenamento.

Fabio Aru in riscaldamento sul tracciato leccese

Certamente non posso paragonare il rendimento di Aru a quello di Bertolini e Dorigoni che fanno per la gran parte ciclocross. Ma allo stesso tempo Bertolini e Dorigoni farebbero fatica a reggere il ritmo di un Tour o di una Vuelta. E vedrete che salto di qualità farà la prossima stagione. E dovrete ringraziare l’attività del ciclocross”.

A cura di Tina Ruggeri– Copyright © InBici magazine ©Riproduzione Riservata

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