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GIRO D’ITALIA 2019, SFRECCIA ACKERMANN DAVANTI A VIVIANI

Giornalista Sportivo, esperto di ciclismo professionistico e inviato speciale per Inbici Magazine


Pascal Ackermann sfreccia sul traguardo di Fucecchio. Il portacolori della Bora – Hansgrohe si è infatti imposto nella seconda tappa del Giro d’Italia 2019 regolando il gruppo allo sprint ripagando nel migliore dei modi il lavoro dei compagni di squadra nel finale. Niente da fare per Elia Viviani (Deceuninck-Quick Step) che si è dovuto accontentare del secondo posto, con il podio di giornata completato da Caleb Ewan (Lotto Soudal). Sesto posto invece per Davide Cimolai (Israel Cycling Academy) con Kristian Sbaragli (Israel Cycling Academy) nono.

Nessun problema ovviamente per Primoz Roglic (Team Jumbo – Visma) che conserva la maglia di leader della classifica generale davanti a Simon Yates (Mitchelton – Scott) e Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida).

La prima tappa in linea del Giro si infiamma subito dopo la partenza ufficiale da Bologna. Servono infatti solo due chilometri perché si formi la fuga di giornata che vede protagonisti François Bidard (Ag2r La Mondiale), Marco Frapporti (Androni Sidermec), Mirco Maestri (Bardiani – CSF), Lucasz Owsian (CCC Team), Sean Bennett (EF Education First), Damiano Cima (Nippo – Vini Fantini), Giulio Ciccone e William Clarke (Trek – Segafredo). Il gruppo dietro lascia spazio a questi otto corridori che arrivano nel giro di pochi chilometri ad ottenere fino a quattro minuti di vantaggio. A quel punto il gap si stabilizza con le squadre dei velocisti che prendono in mano le redini del gruppo e controllano la situazione.

A 100 chilometri dalla conclusione, quando sulla corsa inizia a splendere il sole, il distacco scende fino a 2’42”. Il plotone, complice la zona di rifornimento, però rallenta con il gap che torna a salire fino a 3’37”. Il nuovo cambio di ritmo del gruppo avviene a 75 dal traguardo e da quel momento i fuggitivi vedranno ridursi il loro margine secondo dopo secondo. Sulla salita del Castra fra i fuggitivi prova il forcing Ciccone, leader della classifica dei GPM. Il portacolori della Trek – Segafredo transita per primo sul GPM con i soli Bidard, Frapporti ed Owsian che riescono a seguirlo, mentre dietro il gruppo principale scollina con 1’30” da recuperare. Ciccone che passa per primo anche sul San Baronto, dove il gruppo recupera una trentina di secondi.

Il ricongiungimento avviene a sette chilometri dalla conclusione. Inevitabile a quel punto l’arrivo allo sprint, che vede fra i favoriti Giacomo Nizzolo (Dimension Data) e Manuel Belletti (Androni – Sidermec) tagliati fuori per via di due forature, dove a vincere è Pascal Ackermann (Bora – Hansgrohe) autore di una grande rimonta nei metri finali. Alle spalle del tedesco si piazza Elia Viviani (Deceuninck-Quick Step) che proprio sul traguardo supera Caleb Ewan (Lotto Soudal).

ORDINE D’ARRIVO

1. Pascal Ackermann (Bora – Hansgrohe) 4h44’43”
2. Elia Viviani (Deceuninck – QuickStep) +0”
3. Caleb Ewan (Lotto Soudal) +0”
4. Fernando Gaviria (UAE Team Emirates) +0”
5. Arnaud Démare (Groupama – FDJ) +0”
6. Davide Cimolai (Israel Cycling Academy) +0”
7. Viacheslav Kuznetsov (Katusha – Alpecin) +0”
8. Jasper De Buyst (Lotto Soudal) +0”
9. Kristian Sbaragli (Israel Cycling Academy) +0”
10. Rudiger Selig (Bora – Hansgrohe) +0”

CLASSIFICA GENERALE

1. Primoz Roglic (Team Jumbo – Visma) 4h47’42”
2. Simon Yates (Mitchelton – Scott) +19”
3. Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida) +23”
4. Miguel Angel Lopez (Astana) +28”
5. Tom Dumoulin (Sunweb) +28”
6. Rafal Majka (Bora – Hasngrohe) +33”
7. Tao Geoghegan Hart (Sky) +35”
8. Bauke Mollema (Trek – Segafredo) +39”
9. Damiano Caruso (Bahrain – Merida) +40”
10. Pello Bilbao (Astana) +42”

A cura di Riccardo Zucchi per iNBiCi magazine

Giornalista Sportivo, esperto di ciclismo professionistico e inviato speciale per Inbici Magazine

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