Il Gravel Burn è la nuova corsa a tappe di gravel che sta già facendo parlare di sé nel mondo del ciclismo. Organizzata dal fondatore del Cape Epic, Kevin Vermaak, la prima edizione si svolgerà dal 26 ottobre al 1° novembre 2025 attraverso le regioni più remote del Western e Eastern Cape del Sudafrica, offrendo 800 km e 11.000 metri di dislivello su sette tappe.
Il format: avventura, sfida e solo gravel
Gravel Burn è una corsa solo individuale (no team come al Cape Epic), pensata per appassionati di gravel bike che cercano un’esperienza di avventura autentica. Il percorso è studiato per essere affrontato unicamente con bici gravel, senza tratti tecnici, ma con una grande varietà di superfici: dalla strada sterrata liscia (“champagne gravel”) al fondo sconnesso, passando per tratti di asfalto e salite impegnative.
I partecipanti dormono nei “Burn Camps”, villaggi tendati di lusso dove condividere storie e relax dopo ogni tappa, immersi nella natura africana, con la possibilità di avvistare i “Big Five” (leone, leopardo, bufalo, elefante e rinoceronte) e altri animali selvatici lungo il percorso.
Le tappe: dal Knysna a Shamwari, tra paesaggi mozzafiato
La corsa parte da Knysna, cuore del Cape Epic, e si snoda attraverso le province del Western e Eastern Cape, toccando riserve naturali e paesaggi incontaminati. Ecco una sintesi delle tappe:
- Stage 1 (Knysna – Avontuur): 80 km, 2.000 m D+. La tappa più dura in rapporto chilometri/dislivello, con la salita del Prince Alfred’s Pass che già seleziona il gruppo.
- Stage 2 (Avontuur – Willowmore): 108 km, 1.150 m D+. Dopo una discesa veloce, arriva la salita del “The Shallot”, una delle più dure della corsa.
- Stage 3 (Graaff Reinet – Blaauwater): 90 km, 1.450 m D+. Tappa divisa in due parti: una lunga salita fino a Conical Peak, poi discesa e finale veloce.
- Stage 4 (Blaauwater – Blaauwater): 111 km, 1.450 m D+. Unico circuito chiuso, 100% gravel, con il punto più alto della corsa a 1.894 m.
- Stage 5 (Blaauwater – Merino): 137 km, 1.580 m D+. Tappa in discesa ma con tante rampe brevi e un finale in salita su Swaershoek Pass.
- Stage 6 (Merino – Gwanishi): 144 km, 1.700 m D+. La “Queen Stage”, la più lunga e con il terreno più difficile.
- Stage 7 (Gwanishi – Shamwari): 112 km, 1.250 m D+. Tappa finale attraverso il bush africano, con la possibilità di avvistare la fauna selvatica.
I protagonisti: un parterre di stelle internazionali
Il campo maschile vede la partecipazione di campioni come Tom Pidcock, Lachlan Morton, Matthew Beers, Alistair Brownlee, Lukas Postlberger, Koen Bouwman, Chad Haga, Peter Stetina e Mattia De Marchi. Tra le donne, spiccano Alison Jackson, Ashleigh Moolman-Pasio, Lauren Stephens, Madeleine Nutt, Whitney Allison e Axelle Dubau-Prevot.
Il montepremi è di 150.000 dollari, equamente diviso tra uomini e donne, a testimonianza dell’importanza data alla parità di genere.
Logistica, attrezzatura e come seguire la corsa
La partecipazione include sette notti in tenda (con tutti i comfort), trasporto bagagli, pasti tipici della cucina Karoo, assistenza tecnica e medica, e una festa finale nella riserva di Shamwari[3][5]. Le iscrizioni per il 2025 sono esaurite, ma è possibile entrare in lista d’attesa per il 2026.
La scelta della bici e dell’attrezzatura è cruciale: il percorso varia dal fondo liscio a quello sconnesso, con rischio di forature (spine, sassi, sabbia). Consigliati pneumatici larghi, sospensioni anteriori e una buona gestione dell’idratazione.
Non sarà possibile seguire la gara in diretta streaming a causa della scarsa copertura internet, ma saranno disponibili highlight e contenuti video sui canali social e YouTube di Gravel Burn.
Perché partecipare (o seguire) Gravel Burn?
Gravel Burn non è solo una corsa, ma un’avventura nella natura selvaggia del Sudafrica, tra paesaggi spettacolari, fauna selvatica e un campo di partecipanti d’élite. È l’evento ideale per chi cerca una sfida autentica, lontana dai circuiti tradizionali, e vuole vivere un’esperienza unica nel mondo del gravel.
A cura della redazione di Inbici News24
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