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Tour de France 2019 - 106th Edition - 20th stage Albertville - Val Thorens 59 km - 27/07/2019 - Vincenzo Nibali (ITA - Bahrain Merida) - photo Luca Bettini/BettiniPhoto©2019

NIBALI: “SERVE RISPETTO PER CHI PEDALA IN STRADA”

Direttore del sito InBici.net e conduttore della trasmissione radiofonica Ultimo Chilometro, inviato per le principali gare internazionali di ciclismo su strada, autore dei libri "Pedalare nel fango" e "Due pedali per volare"


“Si vede un ciclista in strada non come un mezzo ma come un intralcio: oggi in Italia è sempre più difficile gire su due ruote”. Anche Vincenzo Nibali, dopo Vittoria Bussi e Alessandro De Marchi, alza la voce contro “la mancanza di rispetto verso chi è in bici”. Lo Squalo dello Stretto, proprio ieri, era passato sul luogo dove un giovanissimo ciclista sportivo di 14 anni, nei dintorni di Fiuggi, era stato centrato da un’automobilista: “le strade sono sempre più pericolose, bisogna assolutamente fare qualcosa per evitare questa mattanza”, aveva detto.

“Era in squadra e sulla destra, non so come sia andata la dinamica ma le macchine che ti passano accanto fanno di solito uno spostamento d’aria importante -dice Nibali conversando con l’Adnkronos-. Quando mi alleno vado intorno ai 40-45 e in questo senso rallento meno le automobili, ma proprio oggi ero in allenamento con Antonio Tiberi e un automobilista ci ha urlato di stare in fila”. Il problema peggiora in città, dove “vedo sempre tanta fretta ma poi li ritrovi al semaforo qualche decina di metri dopo. C’è esagerazione, una vita frenetica, sono sempre al limite e così vengono trascurate tante cose”.

Ben venga quindi il metro e mezzo di distanza, dice, “ma il problema è tutto italiano, all’estero si sono sviluppati in modo diverso. Dalle politiche degli anni ’60 in poi ci hanno fatto crescere dentro l’automobile, con i risultato che oggi le strade sono fatte solo per le auto. Oggi che poi le bici vengono usate anche per il trasporto e non solo per sport o allenamento il problema è cresciuto. Ora bisogna intervenire, anche per essere in linea con gli altri paesi europei: sulla strada tutto sta nel buon senso e nel rispetto”.

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Fonte: AdnKronos

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3 Commenti

  1. come ha scritto il problema è tutto italiano.
    all’estero non esiste anzi c’è un rispetto che noi ce lo sogniamo.
    a prescindere da chi è lo scostumato.
    come per i pedoni. all’estero non c’è bisogno di guardare,
    le macchine sono già ferme se ti avvicini alle strisce.
    educazione civica siamo indietro anni luce.

  2. Tutto giusto e condivisibile ma….:
    I ciclisti rispettano il Codice della strada ?
    Quante volte in gruppi numerosi occupano l’intera carreggiata di destra ignorando le auto che seguono? Offendendosi (eufemismo) se sentono un clakson ?
    Parliamo anche di questo .

    • Purtroppo il metro e mezzo non basterebbe e sareppe raramente applicabile. Ci vuole una nuova educazione che fornisca una mentalità diversa a tutti gli utenti della strada, che elimini le gerarchie imposte secondo la “legge del più forte”. Ci vogliono infrastrutture, regole e controllo del territorio, tali da dare dignità a tutti coloro che usufruiscono della strada, prima ai più deboli, relegando i “forti e potenti” alle strade veloci e limitando fortemente la loro mobilità e velocità nelle strade urbane o prossime ai centri urbani

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