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GIRO D’ITALIA, SI SALE A SAN MARTINO DI CASTROZZA


Due tappe di montagna e una cronometro.

Tre giornate calde per definire le prime posizioni della classifica generale e, di conseguenza, il vincitore della corsa rosa. La 19esima tappa, tra le tre ancora in programma, dovrebbe essere quella meno pericolosa e che meno si presta a grande differenze tra i big con unultima salita verso San Martino di Castrozza pedalabile che non dovrebbe fare grandi differenze.

Partenza da Treviso priva di vere difficoltà altimetriche. Per 16 chilometri sarà protagonista la pianura, prima di una breve salita verso Santa Maria della Vittoria, che potrebbe risultare fondamentale nella formazione della fuga di giornata. Poco da segnalare dallo scollamento al chilometro 60, dove inizia il primo Gran Premio della Montagna della frazione: 6 chilometri al 7% di pendenza media verso il Passo di San Boldo, con la seconda parte sempre prossima al 10% mentre la prima è decisamente più agevole. Da qui lunga e morbida discesa verso Lentiai, sede del primo dei due traguardi volanti di giornata al chilometro 86.

Successivamente, altro tratto tendenzialmente pianeggiante verso il secondo sprint intermedio di Fonzaso (km. 109), dove inizia la salita di Lamon, circa 7 chilometri molto agevoli e che non dovrebbero creare grandi problemi al gruppo. Terminata la discesa, 17 chilometri di falsopiano portano allattacco della salita finale. Da Fiera di Primiero allarrivo sono 13 chilometri che si mantengono costantemente sul 6-7%, con una punta al 10% nella fase centrale. Una salita che non è paragonabile per difficoltà ad altre affrontate dal Giro, che però con 18 giorni di corsa alle spalle e alcune situazioni tattiche ancora di difficile lettura potrebbe fare più male di altre ascese. Pur in una tappa di soli151 chilometri.

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Nella lotta per la classifica generale è impossibile immaginare attacchi prima dellultima salita, conseguenza delle poche difficoltà presentate prima dal percorso e della conformazione della tappa. La Movistar difficilmente inseguirà la fuga (per evitare di regalare eventuali abbuoni agli avversari che sono costretti ad attaccare) e di conseguenza gli attaccanti della prima ora potrebbero trovare terreno fertile per coltivare i propri sogni di vittoria su un traguardo prestigioso. Richard Carapaz, ad Anterselva, ha dimostrato di avere ancora una bella gamba al pari del compagno Mikel Landa, mentre per la prima volta da inizio Giro non ha convinto Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida), per cui la squadra si è limitata a parlare di una giornata no senza far pensare ad una condizione in calando dopo quanto di buono fatto fino a martedì. Occasione anche per Primoz Roglic (Jumbo-Visma) di tornare in corsa per la vittoria e la seconda posizione, soprattutto da un punto psicologico prima del vero e proprio tampone di sabato. Più lontani gli altri, a partire da un Miguel Angel Lopez che sembra avere la gamba giusta a corrente alternata, senza mai riuscire a capire quando è il momento di forzare e quando invece può essere il momento di tirare i remi in barca.

 

A cura di Gianluca Santo per Inbici magazine

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