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Gianni Savio con il giovane Egan Bernal photo Luca Bettini/BettiniPhoto©2017

SAVIO, LO SCOPRITORE DI BERNAL: “LA VITTORIA DI UN PREDESTINATO”

Direttore del sito InBici.net e conduttore della trasmissione radiofonica Ultimo Chilometro, inviato per le principali gare internazionali di ciclismo su strada, autore dei libri "Pedalare nel fango", "Due pedali per volare" e "Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi"


Gianni Savio è in viaggio verso Parigi nel momento in cui ci risponde al telefono: “Ero all’Adriatica-Ionica Race, una corsa importantissima per noi del Team Androni Giocattoli – Sidermec perché fa parte della Ciclismo Cup, però ho guardato alla televisione cosa ha fatto Egan Bernal, e ora lo sto raggiungendo. Domani sarò alla partenza della frazione conclusiva del Tour de France”.

Gianni Savio è lo scopritore di Egan Bernal: nel 2016, il team manager italiano ha fatto passare professionista il 22enne colombiano, il quale, dopo due anni con la Androni-Giocattoli, è passato al Team Sky, diventato poi Team Ineos. “Ho sempre parlato di Bernal come di un predestinato, e questa vittoria conferma ciò che ho sempre detto. Quando abbiamo ingaggiato Egan sapevamo che aveva i numeri per poter vincere un Tour de France, e ora posso dire di avere avuto ragione. Mi hanno anche chiesto se avessi preferito tenerlo almeno un altro anno per fare il Giro d’Italia con lui in squadra, ma è stato giusto il suo passaggio alla Sky, così quest’anno la squadra gli ha potuto dare i gradi di capitano insieme a Geraint Thomas”.

Questo è stato il Tour de France della multidisciplina: numerosi corridori provenienti dal ciclocross, dalla mountain bike e dalla pista hanno fatto molto bene in questa edizione della corsa francese: “Da parte mia sono assolutamente favorevole alla multidisciplina – spiega Savio – perché è utile per formare al meglio i corridori. Per me è stata anche una fortuna che Bernal corresse in mountain bike, perché l’ho potuto tenere meglio sott’occhio grazie alle amicizie che ho in Colombia”.

Savio era convinto: “Immaginavo che Egan avesse potuto vincere il Tour perché negli ultimi giorni era il corridore più fresco al traguardo, e questo è molto importante in una grande corsa a tappe. Siamo pronti a festeggiare tutti insieme la sua vittoria”.

A cura di Carlo Gugliotta per InBici Magazine

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