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GIRO D’ITALIA 2020, PERCORSO TAPPA 6: FRAZIONE MOSSA, SPAZIO PER I VELOCISTI?

Giornalista Sportivo, inviato speciale per Inbici Magazine


Fino a questo momento i velocisti non possono certo dire di essersi goduti il Giro d’Italia 2020. La sesta tappa potrebbe diventare un’ottima occasione per le ruote veloci, che però dovranno conquistarsi uno sprint atipico sotto diversi punti di vista in un finale a Matera tutt’altro che banale.

Il percorso

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Partenza da Castrovillari in salita, con una decina di chilometri che tendono verso l’alto pur con pendenze non impossibili, attorno al 5% verso il Valico di Campotenese, non segnalato come Gpm ma comunque impegnativa. Dopo lo scollinamento, un breve tratto pianeggiante prima di un altro strappo da 1,6 km al 6% di pendenza: tra queste due salite, dovrebbe partire la fuga di giornata.

Dopo una discesa da quasi 20 chilometri altri 8 in ascesa con una pendenza media del 5%, anche in questo caso non riconosciuti dalle altimetrie ufficiali come salita. Al chilometro 62, Sprint Intermedio a San Severino Lucano. Da qui, di fatto, una lunga discesa: una prima parte più ripida da 15 chilometri prima di un lungo falsopiano favorevole alla marcia dei corridori fino al chilometro 125 sui 188 totali.

Secondo Sprint Intermedio a Craco (km. 135) in una fase tranquilla della corsa. A 32 dall’arrivo il primo e unico Gpm di giornata (3a categoria) con quasi 5 chilometri al 7% di pendenza media che potrebbero anche selezionare il gruppo, specialmente per quanto riguarda i velocisti. Dopo la discesa, la strada verso Matera tende quasi sempre verso l’alto, in particolare con uno strappo da 700 metri al 6%, con punte al 10, che si conclude ai meno due. Anche l’ultimo chilometro è in leggera salita, con pendenze attorno al 2-3%. Una volata, se così sarà, non scontata.

L’altimetria

I favoriti

Tornano di moda i nomi di Peter Sagan e Diego Ulissi. Lo slovacco della Bora-hansgrohe è ancora alla ricerca di un successo che manca dal Tour de France 2019, mentre l’alfiere della UAE Emirates ha recentemente vinto ad Agrigento proprio davanti a Sagan. L’arrivo è adatto, ma molto dipenderà dallo svolgimento della corsa: Ulissi, ad esempio, potrebbe anche provare la sortita sull’ultimo strappo, mentre Sagan sarebbe favorito in caso di volata ristretta.

Sempre in caso di sprint, attenzione a Michael Matthews (Sunweb) che sembra tagliato per questo genere di arrivi e Davide Ballerini (Deceuninck-QuickStep), che ha gamba e condizione per giocarsi le proprie carte. Compito più difficile per Fernando Gaviria (UAE Emirates), Elia Viviani (Cofidis) e Arnaud Démare (Groupama-FDJ), con il francese che potrebbe avere qualche possibilità in più di rimanere in gruppo per giocarsi il successo nel finale.

Come sempre, attenzione alla fuga: in particolare per le salite ad inizio corsa che potrebbero favorire un attacco di uomini in condizione, difficili da recuperare nel finale, anche complice l’incertezza derivante da un arrivo difficile da leggere che potrebbe scoraggiare anche le squadre più attrezzate dal tirare per limitare il margine degli attaccanti.

Giornalista Sportivo, inviato speciale per Inbici Magazine

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