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Tour Of The Alps 2026 - 49th Edition - 3rd stage Laces - Arco di Trento 174,5 km - 22/04/2026 - Thomas Pidcock (GBR - Pinarello - Q36.5 Pro Cycling Team) - photo Massimo Fulgenzi/SprintCyclingAgency©2026

Pidcock firma ad Arco, volata e rivincita


Il britannico doma Dati e rilancia le ambizioni

Nella terza tappa del Tour of the Alps 2026, da Laces ad Arco, Thomas Pidcock impone la sua legge allo sprint davanti a Tommaso Dati ed Egan Bernal. Cadute, tensione e selezione naturale in una giornata nervosa che non cambia la classifica generale, ancora guidata da Giulio Pellizzari.
Articolo a cura della redazione di Inbici News24


Un finale scritto nella velocità

Arco accoglie il sigillo di classe di Thomas Pidcock, che nella terza frazione del Tour of the Alps 2026 trova il guizzo perfetto per imporsi in una volata ristretta e nervosa. Il britannico della Q36.5 riscrive il copione degli ultimi metri con una progressione lunga, potente, quasi spavalda, lasciando alle spalle un sorprendente Tommaso Dati, ancora una volta protagonista, e un solido Egan Bernal, terzo con autorità.

È una vittoria che sa di rivincita e maturità tattica: Pidcock non aspetta, non tentenna. Parte quando la strada lo consente e tiene la linea fino al traguardo, come nei suoi giorni migliori. Dietro, il gruppo selezionato si sfilaccia senza più la forza di organizzare una risposta credibile.

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Cadute e tensione: una tappa che si accende subito

L’avvio è di quelli che segnano la giornata. Dopo meno di un chilometro dal via, una caduta coinvolge una trentina di corridori, spezzando immediatamente il ritmo e lasciando sull’asfalto nomi importanti, tra cui Lorenzo Finn, costretto al ritiro e trasferito in ospedale per accertamenti. Il gruppo riparte scosso, con l’adrenalina alta e la consapevolezza che nulla sarà scontato.

La corsa fatica a trovare un equilibrio. I tentativi di fuga si susseguono senza successo fino alle rampe del Passo Castrin, dove emergono due uomini di fondo: l’irlandese Darren Rafferty e l’olandese Sam Oomen. La loro azione è concreta, costruita con regolarità e senza eccessi, tanto da portarli a guadagnare oltre due minuti sul gruppo.


La fuga, la caccia e il destino della corsa

Per lunghi chilometri Rafferty e Oomen tengono in mano la corsa, con l’irlandese anche leader virtuale della generale. Dietro, però, la selezione resta relativa: il continuo susseguirsi di saliscendi non basta a creare distacchi definitivi, e le squadre dei velocisti resistenti controllano senza esporsi troppo.

Il momento chiave arriva in discesa dal Passo del Ballino, dove una caduta coinvolge Alessandro Verre, ulteriore segnale di una tappa corsa sempre sul filo. Intanto, il gruppo aumenta progressivamente la pressione sui fuggitivi, annullando il loro margine solo a quattro chilometri dall’arrivo.

È il preludio inevitabile allo sprint.


Pellizzari resta leader, il Tour respira equilibrio

Nel finale, la volata è questione di gambe e coraggio. Pidcock interpreta meglio di tutti il momento, mentre Dati conferma una crescita costante e Bernal dimostra di essere sempre più competitivo anche in contesti esplosivi. Ai piedi del podio chiude Luca Paletti, autore di una prova brillante.

Nessun cambiamento, invece, al vertice della classifica generale: Giulio Pellizzari conserva la maglia di leader senza difficoltà, gestendo con lucidità una giornata potenzialmente insidiosa.

Il Tour of the Alps 2026 continua così nel segno dell’equilibrio, tra giovani in ascesa e campioni affermati. Ma ad Arco, per un giorno, la scena è tutta per Pidcock: talento, istinto e una volata che lascia il segno.

A cura della redazione di Inbici News24
Copyright © Riproduzione Riservata Inbici Media Group

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