Richard Plugge ha lanciato un allarme forte alla vigilia dell’Alpe d’Huez, puntando il dito contro due fattori: percorso e pubblico. “Le strade e gli spettatori sono i due grandi pericoli del Tour”, ha detto il manager della Visma-Lease a Bike, spiegando che la corsa sta diventando sempre più difficile da gestire sul piano della sicurezza.
Il rischio in salita
Plugge ha ricordato la caduta di Jonas Vingegaard, avvenuta in un tratto giudicato “semplicemente pericoloso e mal segnalato”, e ha avvertito che sulle grandi montagne il Tour può trasformarsi in un problema prima ancora che in una sfida sportiva. Per lui, la pressione del pubblico lungo le rampe iconiche come l’Alpe d’Huez sta aumentando a tal punto da rendere la situazione potenzialmente esplosiva.
La proposta
Il dirigente olandese ha anche avanzato un’idea drastica: limitare l’accesso alle salite con un piccolo pagamento simbolico. “Se vuoi salire a piedi, fai pagare un euro o una cifra simbolica”, ha spiegato in sostanza, per scoraggiare chi va in montagna solo per fare caos e bere tutto il giorno. Secondo lui, solo così si può filtrare il pubblico e lasciare spazio ai tifosi davvero rispettosi dei corridori.
L’Alpe d’Huez nel caos
Il contesto non aiuta: l’Alpe d’Huez è già stata oggetto di chiusure anticipate per l’afflusso record, segno che la situazione logistica è al limite. Plugge, che conosce bene la salita anche per averla affrontata di recente con l’Alpe d’HuZes, insiste sul fatto che il Tour deve intervenire prima che un episodio grave renda tutto ancora più complicato.

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