Tadej Pogacar ha battuto il record di Marco Pantani sull’Alpe d’Huez con 35:26, migliorando di 1’14” il riferimento del 1995. Il confronto, però, va letto con attenzione: lo sloveno ha corso in un ciclismo molto più evoluto, con materiali, nutrizione e gestione dello sforzo decisamente superiori rispetto a quelli dell’epoca di Pantani.
Pantani nel 1995 salì in 36:40 su una tappa molto più lunga e con un contesto di gara diverso. Pogacar, invece, ha trovato una frazione più corta e ha dovuto anche rientrare sui fuggitivi prima di lanciare il suo assolo, rendendo comunque il suo record una prestazione gigantesca.
Sul piano tecnico, il salto tra le due epoche pesa parecchio: oggi bici più leggere e performanti, alimentazione studiata al grammo e controllo dei watt permettono di spingere più a lungo e con maggiore precisione. Anche per questo il dato di Pogacar resta impressionante: non solo ha battuto Pantani, ma lo ha fatto con numeri da altissimo livello, confermando una superiorità che ormai sembra storica.
Pantani resta il simbolo dell’Alpe d’Huez, Pogacar ne ha alzato l’asticella. Il paragone non cancella la grandezza del Pirata, ma certifica quanto lo sloveno stia ridefinendo i limiti della salita.

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