Tadej Pogacar ha trasformato l’Alpe d’Huez nel suo personale teatro dei record. Lo sloveno ha ripreso tutti gli attaccanti e ha riscritto la storia sulla salita simbolo del Tour, cancellando il primato che Marco Pantani aveva lasciato intatto dal 1995.
Il colpo decisivo
La tappa è partita con una fuga enorme, ma la UAE ha tenuto la corsa sotto controllo fin dall’inizio, lasciando ai battistrada poco più di tre minuti. Poi, ai piedi dell’Alpe, Pogacar ha accelerato subito senza aspettare nessuno: ha chiuso su uno dopo l’altro Carapaz, Kuss e Martinez, prendendoli a pochi chilometri dal traguardo e imponendo il suo ritmo fino in cima.
La nuova gerarchia
Dietro di lui si è aperto il solito abisso. Lenny Martinez e Richard Carapaz hanno chiuso subito alle sue spalle, mentre Remco Evenepoel ha consolidato il secondo posto in classifica generale con un ritardo di 2’29”, tenendo dietro Isaac del Toro, Skjelmose e Seixas. Juan Ayuso, invece, è crollato nettamente e ha pagato molto più degli altri.
Il record di Pantani
Il riferimento resta il tempo di Marco Pantani, che nel 1995 salì l’Alpe d’Huez in 36’40”. Il primato è rimasto lì per 31 anni, nonostante i tentativi successivi, e Pogacar ha fatto ciò che per decenni era sembrato quasi impossibile: portare il ciclismo moderno sul livello della leggenda. In un colpo solo, lo sloveno ha vinto la tappa, dato un altro segnale devastante alla concorrenza e aggiunto un altro capitolo alla sua corsa verso l’Olimpo del ciclismo.

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