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ASSOS, LA QUALITÀ ADDOSSO


Liquidiamo subito l’eventuale giudizio dei più superficiali e diffidenti, quei ciclisti che vedendo il prezzo di questi pantaloncini (200 euro), questa maglia (150 euro) e questi calzini (15 euro) potrebbero pensare: “è da pazzi spendere 365 euro per un completo ciclistico”.

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Diciamo subito loro che la qualità – e soprattutto la durevolezza – di questi capi non la decantiamo solo noi nel servizio che andrete a leggere, ma più in generale i tantissimi corridori al mondo che di Assos hanno fatto quasi un mito, una religione (compresi i professionisti, quest’anno quelli della NTT Pro Cycling). Non solo, sempre ai più diffidenti ricordiamo che i prezzi di Assos sono allineati con quelli di altre “griffe” dell’abbigliamento ciclistico, il settore negli ultimi due lustri ha visto apparire anche altri brand che si posizionano nella medesima fascia premium dove si colloca (da anni) il marchio elvetico.

Equipe RS S9

Appunto, volendo tornare ai giudizi frettolosi basati solo sul prezzo: siamo quasi certi che i praticanti ancorati a questo schema mentale sono gli stessi che spendono migliaia di euro per la loro specialissima all’ultimo grido oppure che sborsano centinaia di euro per una sella. Perché, allora, non dovrebbero fare altrettanto per degli articoli che dovremo tenere sulla pelle per ore e ore e che – come nella fattispecie – sono qualitativamente strutturati per mantenere le loro caratteristiche per tantissime uscite? Questo vale prima di tutto per il pantaloncino, ma vale anche per la maglia, articolo tutt’altro secondario in una ideale gerarchia dei capi di un completo per il ciclismo.

Equipe RS S9

Come il pantalone la maglia è destinata a stare sulla nostra pelle ore e ore e deve essere in grado di soddisfare requisiti tecnici spesso antitetici: deve essere protettiva e allo stesso tempo traspirante, aerodinamica e allo stesso tempo comodo. Sono tutte prerogative, queste, che oggi è frequente trovare sui capi dei marchi della fascia premium dell’abbigliamento ciclistico, prerogative che diventano un must quando il marchio sotto i riflettori si chiama appunto Assos. In particolare, del marchio ticinese questa volta abbiamo messo alla prova il pantalone Equipe RS S9, il pantalone Mille GT e la maglia Rock SS jersey. In tutti e tre i casi si tratta di capi appartenenti alla categoria 1 rispetto alla classificazione interna chiamata “Clima Code”: sulle confezioni di tutti i capi Assos troverete infatti un codice Climacode 1/3 per l’outfit estivo, 2/3 per la mezza stagione e 3/3 per l’inverno. Semplice, no?

Mille GT e Equipe RS S9, due pantaloncini a confronto

Il pantalone Equipe RS S9 è un articolo di vertice della linea Assos, mentre il Mille GT è collocato leggermente più in basso, come confermano i prezzi rispettivamente di 200 e 130 euro. Negli intenti del produttore l’“Equipe” è un pantalone espressamente da gara, mentre il Mille GT è adatto “per ogni corsa, che si tratti del solito giro di allenamento o della pedalata col la propria squadra durante i fine settimana”.

Mille GT

Entrambi sono pantaloni con bretelle, ma, data la sua connotazione meno “racing”, il Mille GT è proposto anche in versione Half, senza bretelle. Per la nostra descrizione tecnica dell’Equipe vi rimandiamo all’articolo pubblicato qui mentre la spiegazione nei dettagli del Mille GT la trovate qui . Questa volta ci preferiamo concentrare piuttosto sulle impressioni e sul feeling di utilizzo di questi due capi che abbiamo provato a lungo. Prima di tutto l’indicazione della taglia: Assos prevede ben sette taglie per i suoi capi, per la determinazione precisa della quale esiste una tabella di riferimento puntuale che considera la combinazione dei tre parametri “vita nel punto più stretto”, “altezza” e infine “vita nel punto più largo”). È impossibile sbagliare taglia anche volendo acquistare senza provare davvero il capo in negozio, Per quel che mi riguarda la mia taglia era al limite tra S e M, ma, avendo un po’ la “tara” dell’ex-agonista ho preferito la più “fasciante” misura S. Devo dire a proposito, che nonostante fossero davvero aderenti sul mio corpo, entrambi i pantaloni si infilano bene, non hai mai quella fastidiosa resistenza che talvolta percepisci nel calzare altri pantaloncini altrettanto aderenti e “fit”.

Mille GT

Con gli Assos la Lycra scivola davvero bene sulle gambe e questo è il primo inequivocabile indice dell’altissima qualità di tessuti, qualità che percepisci soprattutto quando inizi a pedalare e magari rimani in sella ore e ore. Ma passiamo alle reali differenza tra un pantalone e l’altro: per trovarle è prima di tutto  di tessuti che bisogna parlare. L’Equipe adotta il Type.441, il Mille GT impiega il Type.429 Titanio. In entrambi i casi di tratta di tessuti proprietari, ossia sviluppati su specifica per Assos: il produttore definisce il Type.441 un tessuto “incredibilmente comodo, sviluppato specificamente per offrirti una tenuta compressiva e un comfort vellutato”, mentre il secondo è descritto come tessuto “duraturo, leggermente compressivo, ad elasticità elevata ed assicura una tenuta sulle gambe costante e confortevole durante la pedalata”. La mia impressione? Che davvero è difficile percepire delle differenze di vestibilità e comfort tra queste due tipologie di Lycra, perché in entrambi i casi hai l’impressione di avere addosso un tessuto fasciante ed elastico come è la lycra e allo stesso tempo la piacevole sensazione che sulla tua pelle ti danno solo i tessuti naturali, ad esempio il cotone o oserei dire persino il lino. Quello della qualità dei tessuti, quindi, si conferma come uno dei punti forti della collezione Assos. Se proprio di differenze vogliamo parlare, beh, sì, sicuramente il tessuto degli Equipe ti da ancor più la sensazione di avere del velluto sulla pelle, ma questo non significa che la lycra dei Mille GT sia da meno e che soprattutto ti garantisca le medesime caratteristiche anche nelle pedalate che durano più ore (tanto più che negli intenti del produttore Il Mille GT è proprio un pantalone “Long Distance”). 

Due diverse vestibilità

Dal tessuto passiamo alla vestibilità dei due capi, argomento rispetto al quale le differenze sono più marcate: tra l’uno e l’altro capo cambiano infatti il design e la disposizione con cui sono accoppiati i vari pannelli. Dunque, essendo destinato espressamente da gara (è esattamente questo il pantalone che usa l’NTT Pro Cycling) l’Equipe RS S9 ha una vestibilità che il produttore chiama Racing Fit: di cosa si tratta? Che il pantaloncino risulta più fasciante soprattutto nella zona della vita e delle parti intime maschili, che inoltre riesce a contenere e stabilizzare in modo eccellente, senza che ci sia possibilità alcuna di pericolosi e fastidiosi sfregamenti. Questo non significa certo che sul Mille GT – lui e la sua calzata RegularFit – le parti intime siano più libere, ma il contenimento è sicuramente diverso.

Maglia Rock SS Jersey black series

Leggere differenze nella vestibilità sono anche quelle percepibili sul retro, nella zona dorsale, dove l’Equipe mette in campo tutta la tecnologia dell’esclusivo design “Roll bar” delle bretelle: è un sistema brevettato che ha architettato il design e la disposizione delle bretelle in modo che queste ultime permettano di stabilizzare la parte posteriore e quella del fondello del pantaloncino a prescindere dalla posizione che stai assumendo in quel momento in bicicletta (seduto, in fuorisella oppure con le gambe una distesa a una flessa quando si affronti le curve in discesa). La sensazione di aderenza e stabilizzazione che ti da l’Equipe è leggermente superiore, in questo senso e, ancora una volta, viene garantita nel tempo, anche per le uscite “epiche” che durano ore e ore.

Sempre in merito alle bretelle, Equipe e Mille GT utilizzano architettura e anche tessuti differenti, ma in entrambi i casi il feeling sulla pelle è comunque “vellutato” (anche quando indossi le bretelle a pelle, senza la maglia intima) e soprattutto la loro ambia sezione distribuisce bene la pressione sulle spalle. Argomento “vestibilità sulla parte anteriore della vita”: i due pantaloni sono praticamente identici, il “taglio” è basso, corredato da un morbido bordo nastrato. Questo significa prima di tutto che questi “shorts” non ti andranno mai a schiacciare fastidiosamente sull’addome e, non da ultimo, che ti permettono di espletare con estrema facilità i piccoli bisogni corporali che ogni ciclista stradista non può non conoscere.

Il “core” del pantalone, il fondello

Ultimo, ma non certo per importanza, il fondello, che è forse il principale tra gli elementi chiave di ogni pantaloncino da ciclismo: lo spessore del foam utilizzato sull’Equipe e sul Mille GT è praticamente lo stesso (circa 8 mm), identica è la schiuma impiegata (la 3D Waffle), a cambiare però sono le modalità che saldano il fondello al pantalone, cambiano i materiali e cambiano gli standard tecnologici impiegati. Sul fondello dell’Equipe, inoltre, il design è essenziale, con una superficie ridotta che fa anche da risparmiare qualche grammo. Il feeling percepito sulla pelle è in entrambi casi eccellente, ottima l’aerazione (grazie alla parte anteriore microforata), ma come detto la sensazione di contenimento è leggermente maggiore sull’Equipe, e questo sicuramente anche grazie all’architettura del fondello.

Ma a detta di chi scrive il principale tra i valori aggiunti dei fondelli (e dei pantaloncini) Assos è nella tecnologia Golden Gate che cuce il fondello alla lycra sottostante: il fondello non è cucito lungo tutto il suo perimetro, ma in aree “strategiche” particolari (nello specifico quelle laterali e quelle laterali/anteriori) è lasciato libero e staccato dal tessuto sottostante. Inoltre, il foam che si posiziona sotto l’imbottitura a contato con la pelle è ripartito in due parti speculari. Questa architettura e questo design permettono al fondello nella sua interezza di seguire anatomicamente il profilo corporeo senza la possibilità di frizioni o sormonti di tessuto, circostanza al contrario possibile quando il fondello è cucito alla lycra lungo tutto il suo perimetro. Il risultato che realmente percepisci è una sensazione di aderenza sulla pelle incredibile, con pantaloncini del genere è impossibile che quando cambi posizione in bici (soprattutto quando sei in fuorisella) tu possa sentire la spiacevole sensazione della lycra che “tira” il fondello da una parte all’altra.

Vale la pena di aggiungere che la bontà delle impressioni appena descritte permangono tantissimo nel tempo: ad esempio, nel caso mio, utilizzo il pantalone Equipe RS S9 da quasi due anni, lo avrò indossato almeno cinquanta volte e altrettante volte lo avrò lavato. Nonostante questo i materiali, il fondello e non da ultime tutte le cuciture, hanno mantenuto le caratteristiche originali, come se ogni volta che vado a calzarlo, indossassi un pantalone nuovo.

Maglia Rock SS Jersey colorazione Booster

La maglia Rock SS Jersey

In queste foto la vedete accoppiata al pantaloncino da competizione “Equipe”, ma in realtà la maglia Rock SS Jersey che Assos ci ha inviato per il test potrebbe essere un abbinamento altrettanto valido anche del pantaloncino Mille GT, questo a conferma della estrema polivalenza di questa “jersey” utilizzabile sia per l’agonismo sia per gli allenamenti, per le granfondo e, perché no, per uscite “epiche” in bici da corsa. La Rock SS Jersey colpisce l’attenzione prima di tutto per il design (in particolare nella variopinta colorazione Booster); il design si ispira infatti alle grafiche con cui è tratteggiata la “A” del marchio Assos.

Maglia Rock SS Jersey colorazione Booster

Ne risulta un look vivace, dinamico, non convenzionale, per certi versi lontano dai canoni classici di intendere l’abbigliamento da ciclista (come del resto è nel Dna di un marchio sopra le righe come questo). Tra l’altro l’esclusività del capo è ribadita dalla sua essenza Limited Edition, in versione limitata. A livello tecnico la Rock SS Jersey è basata sul concept della linea Fastlane di Assos, che raggruppa maglie a maniche corte pensate per contesti di gara o allenamento, in condizioni climatiche di caldo medio o intenso (codice 1/3 del Clima Code). Accoppia i tessuti proprietari Hill utilizzati sul petto e il Push Pull Light sulle maniche: superleggero e traspirante il primo, altamente traspirante e con elasticità bidirezionale il secondo.

Le mie impressioni d’uso? La Rock SS Jersey non è una maglia dalla calzata da competizione pura come ad esempio la Equipe RS e come conferma l’adozione di una vestibilità regularFit, non racingFit. Tradotto in pratica significa che il fit riscontrato è molto comodo a prescindere dalla posizione che stai assumendo in quel momento (in presa alta, intermedia, oppure “aero”). Di conseguenza anche i valori aerodinamici del tessuto Hill non sono in cima alle priorità di questo capo, diversamente da quel che invece accade per le capacità di traspirazione, per l’asciugatura rapida e ancora una volta per la qualità di tessuti che tutto ti trasmettono meno che la fastidiosa sensazione di avere qualcosa di sintetico, “plastico” e non da ultimo maleodorante sulla pelle (a proposito, il tessuto Hill  integra il sistema odorControl).

Il taglio sulle maniche si avvicina al gomito, come dettano gli standard (più che altro estetici) del momento, mentre a fondo vita la maglia ha un elastico che all’interno risulta siliconato, così da stabilizzare una porzione della maglia che altrimenti è quella soggetta ad essere molto “ballerina”, soprattutto quando si stipano oltremodo le tasche. A proposito di tasche posteriori: le tre della Rock SS Jersey hanno la medesima dimensione di accesso e la stessa capienza, sono realizzate con un pratico tessuto elastico. Si tratta di elementi che garantiscono un facile accesso alle mani e grande stabilità e sicurezza agli oggetti che vi si andrà a riporre. L’apertura della maglia è intera, con zip della Assos caratterizzata da un design minimale ma da grande facilità nella presa e nell’azionamento del cursore. Così come per i pantaloni, anche la maglia Rock SS Jersey è disponibile in una grande varietà di misure, ben sette, dalla XS alla XXXL.

Qui sotto il video del test

Informazioni: Assos, www.assos.com

Informazioni per l’Italia: Extreme Racing, tel. 0422/610045

a cura di Maurizio Coccia – Copyright © iNBiCi magazine

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