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COLNAGO V2-R



Un mix equilibrato tra aerodinamica e leggerezza, con un livello di rigidità nettamente migliorato rispetto alla versione precedente e un appeal estetico di livello assoluto. La versione più aggiornata della V1-R offre nuove forme nei tubi, soluzioni tecnologiche avanzate e un’architettura dei cablaggi avveniristica

 

Il bello è sempre opinabile, ci mancherebbe, ma oggettivamente la nuova “fiamma” che Ernesto Colnago ha presentato di persona lo scorso giugno nel centro di Milano è davvero una bici che cattura l’attenzione per l’eleganza e per il suo invidiabile appeal estetico. Questo soprattutto se si considera la colorazione rosso opaco che vediamo proposta in edizione limitata (soli cento pezzi).

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La bici in questione si chiama V2-r e per i fedelissimi del marchio di Cambiago sarà facile riconoscere in questa sigla l’evoluzione del precedente modello V1-r, introdotto in gamma nel 2014 e prima incursione di Colnago in quel segmento che oggi è l’approdo obbligato per i grandi produttori: aero-bike. Significa che il modello di cui parliamo mette l’aerodinamica in cima ai suoi ordini di priorità tecnici. In realtà, nell’interpretazione di Colnago, la riduzione della resistenza all’aria era accoppiata anche ad elevati livelli di leggerezza (telaio da 835 grammi). Si tratta di caratteristiche che rimangono sostanzialmente confermate anche per questa più aggiornata versione V2-r, che rispetto alla prima, però, propone varianti tecniche di puro restyling e soprattutto incrementa in modo sostanziale i valori di rigidità laterale, migliorati del 13 e del 4 per cento rispettivamente per quel che riguarda i comparti di movimento centrale e tubo di sterzo.

Come è facile immaginare la V2-r è una bici top di gamma: condivide il vertice dalla linea Colnago con la Concept – che esalta in modo ancor più netto i valori di aerodinamica – e poi con la C-60 – che rimane fedele alla costruzione con tubi in carbonio uniti con congiunzioni e che continua ad essere la scelta più gettonata dai professionisti. A proposito di professionisti: al Tour de France partito in questi giorni da Dusseldorf alcuni corridori del team sponsorizzato UAE Emirates hanno subito deciso di salire in sella alla nuova V2-r, eleggendola a loro bici preferita.

 

Le specifiche tecniche

Il nuovo telaio V2-r si allinea al trend dominante nell’industria di settore che vuole linee del telaio sempre più “pulite”: primi responsabili in questo senso sono l’elegante architettura di fissaggio del reggisella (anche questo dedicato) che, al posto del classico collarino, si affida ora ad un sistema di bloccaggio ad espansione interna ,(FOTO1)

cui si accede tramite una vite a scomparsa posta sulla parte superiore del tubo superiore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il reggisella è anche esso diventato più slim e snello rispetto al precedente, ottenendo in questo modo un look più pulito, una migliore resa aerodinamica (minore resistenza frontale offerta all’aria) e maggiore flessibilità in senso verticale, così da garantire maggiore comfort a chi è in sella.

 

 

 

Sempre diretto ad abbellire il tutto è l’impiego di un passacavo nella zona superiore del tubo diagonale (FOTO 2), che veicola i cavi integrati (che siano essi del freno e della trasmissione meccanica oppure elettronica). La differenza più evidente rispetto al modello precedente è però il ritorno del freno posteriore alla sua posizione classica, fissato sul “ponticello” dei foderi obliqui (FOTO 3) e non più sotto la scatola movimento come accadeva sulla V1-r: a condurre Colnago verso questa scelta hanno concorso motivazioni pratiche (maggiore difficoltà nell’accesso alla regolazione dei corpi freno) e tecniche (limitazione nell’utilizzo di taluni misuratori di potenza). Per essere precisi l’innesto dei freni è di tipo direct, cioè con doppio perno, così da avere la massima potenza propria di questo standard frenante e non da ultimo per adeguarsi al passaggio ruota più ampio che ha ora la V2-r, che ora può ospitare coperture con sezione fino alla 28 millimetri.

 

 

 

Questo discorso è ovviamente valido sia per i foderi posteriori che per i foderi forcella. Precisiamo che la diversa tipologia di fissaggio del freno posteriore ha comportato un certo aggravio di peso sul telaio finito: solo 25 grammi, cioè praticamente nulla rispetto a quel che la nuova V2-r guadagna in rigidità laterale. Le migliorie strutturali sono essenzialmente ascrivibili a un nuovo lay-up dei fogli di carbonio nello stampo, delle nuove forme dei tubi e della nuova morfologia della zona sterzo, anche questo con un design “a coda tronca” per allinearsi al family-feeling di buona parte delle tubazioni di questo frame-set. 

 

Geometria, versioni, montaggi

Il telaio V2-r nasce da uno standard di costruzione monoscocca ed è proposto in otto taglie, dalla 42 alla 58, tutte con l’impostazione moderatamente sloping che caratterizzava anche le medesime taglie precedenti. Rispetto a queste, però, il tubo sterzo ha subìto una contrazione in altezza di 5 millimetri (FOTO 4), ma questo semplicemente per compensare l’analogo innalzamento della testa forcella, funzionale a incrementare la “luce” utile al passaggio di coperture generose.

Oltre al rosso opaco, in versione limitata sono disponibili altre quattro colorazioni, tutte con nero e bianco come colori dominanti; tutte quante si possono montare a scelta scegliendo tra i reparti trasmissione di Casa Campagnolo, Shimano e Sram.

 

 

Infine, oltre alla versione standard la V2-R è proposta anche nella variante Disc, con freni a disco con innesto flat-mount, battuta posteriore da 142 mm e perni passanti da 12 mm di diametro. La V2-r è già disponibile sul mercato. I prezzi del kit telaio (telaio, forcella e reggisella) sono di 3100 euro per la versione standard, 3300 euro per la versione Disc.

 

Ernesto Colnago presenta alla stampa la nuova VR-2

 

Contatti: Colnago Ernesto e C. srl., info@colnago.com, www.colnago.com

 

A cura di Maurizio Coccia – Copyright © INBICI MAGAZINE

FOTO 1
FOTO 2
FOTO 3
FOTO 4
foto COLNAGO-V2R
Prima.JPG
   

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