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L’ATLETA DEL MESE MICHAEL PESSE

L’ATLETA DEL MESE: MICHAEL PESSE



Alla scoperta di Michael Pesse, atleta poliedrico con la biografia del “predestinato”

 

Classe 1991, il valdostano Michael Pesse è nato e cresciuto sulle ruote grasse della mountain bike. Agile e versatile, non disdegna il ciclocross, che spesso e volentieri affronta in sella alla mountain bike

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Michael, immaginiamo che la sua passione sia nata anche grazie alla sua famiglia, da sempre appassionata di ciclismo. E’ così?

 

E’ così, mio papà mi ha trasmesso la passione per lo sport e in particolare per la MTB. Nel 1991, l’anno in cui sono nato, in Italia la MTB stava esplodendo e mio papà era uno di quegli amatori appassionati e pionieri della mountain bike italiana. Inevitabilmente sono cresciuto tra biciclette e gare in giro per tutta Italia.

 

Caratteristiche tecniche?

Sono un atleta abbastanza completo, i miei punti di forza sono sicuramente le salite di breve o media durata; tecnicamente do il meglio di me nei single track, nei boschi con tante radici, mentre in volata nonostante il mio fisico esile sono molto veloce.

 

Dopo i primi anni, trascorsi sui tracciati di XCO, eccola ormai (quasi) pronto per le gare di distanza. Come mai questa scelta?

Sì, il 2015 per me è stato l’anno del cambiamento: sono passato dal XC alle lunghe distanze. Il motivo principale è stato il cambio di team. Giuseppe Giordano, il mio attuale team manager alla SILMAX X-BIONIC, ha visto in me delle doti in questo settore piuttosto che nel cross-country dove ormai da diverse stagioni ristagnavo nei soliti discreti piazzamenti. Io ho raccolto la sfida e al primo anno, in quella che doveva essere una stagione di adattamento, ho vinto la Coppa Piemonte fra gli Elite e ho cominciato a farmi vedere davanti nelle importanti Marathon Italiane.

 

Mai affascinato dalla strada?

La strada mi piace, certo, in passato ho corso anche in qualche gara regionale con i dilettanti per allenamento e non è detto che non ne farò ancora qualcuna anche in futuro, ma quello che preferisco è uscire in bici nei boschi e, abitando in una regione come la Valle d’Aosta, non riuscirei proprio a rinunciare ai miei sentieri.

 

 

 

Parlando invece di Ciclocross, per lei poche apparizioni (peraltro in MTB), ma ottimi risultati…

Io mi ritengo un ciclista abbastanza completo, per questo ho sempre voluto sperimentare tutto. Non a caso ho vinto due titoli italiani nel team relay, ho diversi piazzamenti nei primi 10 ai campionati italiani XC e un 5° posto all’italiano XC eliminator del 2015. Nel ciclocross ho vinto inaspettatamente 2 corse da Elite su 3 mie apparizioni battendo degli specialisti, credo di essere particolarmente portato per questa disciplina ma a causa del mio lavoro, il maestro di sci, d’inverno faccio molta fatica a pedalare ed allenarmi per essere competitivo tutta la stagione. La ciclocrossista di casa attualmente è mia sorella Nicole che sta macinando vittorie su vittorie.

 

Lei, l’ha ricordato, in inverno è maestro di sci alpino. In che modo riesce ad effettuare la preparazione nella stagione fredda?

Non è facile preparare una stagione in bici con il mio lavoro, sopratutto se sei un elite. La passione e la motivazione giocano un ruolo importante. Cerco comunque di mantenere un minimo di condizionamento aerobico durante l’inverno, con sessioni di rulli prima del lavoro o uscite di sci alpinismo dopo le lezioni da dicembre fino a fine marzo. Ma, inevitabilmente, alle prime gare, non sono mai nelle condizioni dei miei avversari e mi ritrovo ogni anno a rincorrere una condizione che solitamente arriva in estate inoltrata, e non a caso ho sempre ottenuto i miei migliori risultati nei mesi di agosto, settembre e ottobre. Quest’anno, grazie al mio team Silmax X-Bionic che mi supporta maggiormente, potrò finalmente cominciare la stagione nel migliore dei modi. Intorno a metà febbraio metterò da parte gli sci per partire per un ritiro in toscana sull’Argentario di 15 giorni e, da lì in avanti, inizierà la mia stagione.

 

D’estate quali sono le percentuali di allenamento su strada e quali in MTB?

Negli ultimi due anni un 50% e 50% in media, invece fino a qualche anno fa, soprattutto nelle categorie giovanili, usavo molto di più la MTB.

 

Risposta secca: meglio la front o la full?

Sarebbe bello averle entrambe! A parte gli scherzi, ogni persona ha delle caratteristiche differenti, nel mercato esistono dozzine di tipologie di MTB, ormai bisogna trovare quella che più ti si addice. Io, considerando il mio calendario gare e le mie caratteristiche, ho optato per una front: la Stumpjumper S-works di Specialized.

 

 

Dopo l’esordio, ormai datato, nel Team Lucchini, ecco il passaggio alla CBE Merida ed infine alla Silmax. Differenze?

Ho difeso i colori del Lucchini per tantissimi anni, è la squadra che mi ha cresciuto e a cui sono molto affezionato. Con la maglia del Lucchini ho vinto diverse corse a livello giovanile, ho conquistato la mia prima convocazione in nazionale e ho partecipato ai campionati del mondo in Val di Sole. Credo sia la squadra giovanile meglio organizzata in Italia ed è stata un’ottima scuola per me. Il passaggio alla CBE MERIDA è stato il primo passo verso il semi-professionismo, abbiamo vinto 2 titoli italiani a squadre, ho potuto correre in coppa del mondo, però probabilmente ero troppo giovane e non avevo bene le idee chiare su quello che volessi fare da grande: fare il ciclista, studiare o lavorare? Ho fatto un mix di tutto ciò e di conseguenza ho avuto dei risultati altalenanti. Alla SILMAX sono arrivato al momento giusto, a 24 anni dopo aver terminato gli studi. Giuseppe Giordano il mio team manager mi ha saputo dare degli obbiettivi nuovi e mi ha indirizzato nel settore più adatto alle mie caratteristiche: le gran fondo e le marathon. Nel 2015, fra gli Elite, ho vinto il circuito della Coppa Piemonte e fatto le prime esperienze nel settore marathon in previsione di quest’anno dove spero di essere ancora più competitivo.

 

Da poco lei ha un ruolo importante in seno a Doceo. Di che cosa si tratta?

DoceoBike è nato nell’estate 2015 come primo centro biomeccanico per ciclisti in valle d’Aosta. Io dopo che mi sono laureato in scienze motorie, ho conosciuto René Montrosset un collega che ha creato il centro. Unendo le nostre idee e conoscenze siamo riusciti ad ampliare i servizi e attualmente siamo in grado di offrire visite biomeccaniche, valutazioni posturali, valutazioni dei parametri aerobici e anaerobici dell’atleta, consulenze sulla programmazione dell’allenamento, redazione di tabelle d’allenamento personalizzato, sessioni d’allenamento in palestra, massaggi e osteopatia. Il mio sogno è quello di riuscire a vivere di sport e per lo sport, piano piano sto cercando di costruirmi un futuro in questo settore.

 

Ha un modello sportivo?

Il mio idolo di sempre è Bode Miller!

 

Obiettivi per il 2016?

L’obiettivo che mi sono dato per il 2016 sarà il nuovo circuito Marathon bike cup, che comprende le più belle marathon del nord-ovest, circuito in cui vorrei centrare il podio nella classifica generale. Non ho invece ambizioni di podi o vittoria ma vorrei riuscire a mettermi in luce con dei piazzamenti ai campionati italiani Marathon e nelle gare internazionali, come la Dolomiti Super Bike, Sellaronda Hero, Val di fassa bike e Roc azur.

 

A cura di PAOLO MEI Copyright © INBICI MAGAZINE

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