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Pedalando dentro un quadro di Van Gogh

Pedalando dentro un quadro di Van Gogh

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Avvertenze per l’uso. Sono salito in sella dopo anni e anni di maratone e, dunque, di corse a piedi. Ma pedalare da Saint-Jean-Pied-De-Port, alle falde dei Pirenei, in Francia, fino a Santiago de Compostela – tragitto di oltre 750 chilometri – percorrendo la via dei pellegrini più famosa del mondo mi è parsa l’offerta della vita. Praticamente a digiuno di bicicletta, forte di una buona condizione fisica, ho accettato l’invito di un gruppo di biker molto tecnici, preparati e, soprattutto, appassionati. Tutti vicentini. Marco Pasquin, Maurizio Alba, Franco Vaccari, Diego Coletini e Renzo Padoan accompagnati da Massimo Mascari, che si è occupato della logistica.

 

Tempi stretti (ahimè) quelli ritagliati dai nostri impegni. Da qui la scelta, obbligata, di pedalare in scioltezza, con i bagagli che ci hanno accompagnato su un mezzo di appoggio. Ma con l’intero tracciato percorso esattamente sulla via dei pellegrini, dunque perlopiù lontani dalle vie asfaltate spesso preferite dagli altri ciclisti carichi di borse.

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L’amico Pierangelo Liotto ha sopperito alle mie mancanze mettendomi a disposizione una Advance da 26 pollici in carbonio, perfettamente attrezzata per la difficoltà del cammino ma adattata ai miei requisiti di comodità (e di scarsa dimestichezza tecnica).

 

La cavalcata che ha portato a seguire la “conchiglia” (il segnavia verso Santiago) lungo Roncisvalle, Pamplona, Logrono, Burgos, Leon, Astorga, Ponferrada, O Cebreiro, Sarria e Palas De Rei, attraverso Navarra, Rioja, Castiglia e Leon fino alla Galizia, ha rappresentato un vero e proprio pellegrinaggio. Costruito e forgiato su fatica, amicizia, passione, scoperta di un profondo senso di spiritualità da parte dei pellegrini e di un forte spirito di condivisione, solidarietà e amicizia.

Impressionante il susseguirsi di paesaggi, viottoli, sentieri, alternati a impressionanti salite, discese mozzafiato estremente tecniche e continui saliscendi. Non un metro regalato al riposo, ma impreziosito dai profumi delle cortecce del bosco, delle praterie di fiori di camomilla e di ginestra, dalla sensazione di trovarsi all’interno di un quadro dipinto da Van Gogh.

La fortuna di non essere stati toccati da un goccio di pioggia lungo gli otto giorno di tiratissimo “cammino”. Tempi stretti che, se da un lato, hanno un po’ “sfumato” la personale ricerca di vicinanza con la vera essenza del pellegrinaggio, dall’altro hanno comunque permesso una totale immersione nello spirito del sentiero. Abbiamo incontrato camminatori e ciclisti da ogni parte del mondo. Molto preparati, di solito. Altre volte in format tecnici piuttosto inconsueti e tutt’altro che performanti.

 

Ma il senso del cammino, lo abbiamo respirato fino al midollo. Abbiamo seguito le frecce gialle lungo tracciati millenari, sentieri impervi e dalla bellezza sconvolgente, a fianco di cavalieri e pellegrini accompagnati da muli affardellati. Abbiamo guadato piccoli torrenti e “cavalcato” le nostre “speciali” lungo le mesetas, i grandi altipiani tra Burgos e Leon, sentendoci dei moderni cavalieri fino a ritrovarci alla messa del Pellegrino, a mezzogiorno, con le nostre Compostele timbrate, segno della conclusione del Pellegrinaggio.

I saliscendi che hanno interrotto i ritmi delle nostre pedalate fino all’ultimo chilometro ci sono stati fedeli compagni lungo un’avventura iniziata come una sfida e conclusa, personalmente, con l’essere tornato a toccare con il cuore e la mente una spiritualità vitale. Lungo un Cammino che ha saputo creare, nei tempi bui di oggi, una corrente spirituale e culturale che rappresenta un fecondo scambio tra i popoli di tutta Europa e del mondo intero. Le nostre bici hanno sostituito le gambe (ma non sempre), ma il cuore ha battuto sempre con lo stesso sentire di tutti i pellegrini. Pedalare in libertà verso dove riposano i resti di San Giacomo è stata un’avventura meravigliosa.

E allora, prendete le vostre bici e provate ad immergervi lungo questo Cammino. Tornerete a casa con il pieno di energia. Che siate credenti o meno. Buon Cammino.

 

a cura di Andrea Mason

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