Il francese trionfa a 19 anni, record assoluto
Alla Freccia Vallone 2026, il talento emergente Paul Seixas conquista il successo sul Mur de Huy con un’azione autoritaria e da campione affermato. Alle sue spalle Mauro Schmid e Ben Tulett. Un trionfo storico che lo consacra tra i protagonisti del ciclismo mondiale.
Articolo a cura della redazione di Inbici News24
Il giorno della consacrazione
Sul muro più iconico delle Ardenne, quello che non perdona esitazioni né calcoli, nasce una nuova stella del ciclismo mondiale. Paul Seixas, diciannove anni appena, scrive una pagina destinata a restare negli annali imponendosi alla Freccia Vallone 2026 con una prova che mescola potenza, coraggio e una sorprendente maturità tattica.
Il Mur de Huy, giudice supremo della corsa, si trasforma nel teatro della sua consacrazione. Quando la strada si impenna oltre il 20%, Seixas non si limita a resistere: accelera, rilancia, piega gli avversari uno dopo l’altro con una progressione netta, quasi spietata. Non è un attacco improvviso, ma una dimostrazione di controllo totale, come se il giovane francese conoscesse già ogni metro di quella salita leggendaria.

Un record che attraversa la storia
La portata dell’impresa va oltre il risultato sportivo. Nessuno, prima di lui, era riuscito a vincere la Freccia Vallone a diciannove anni. Cade così un primato che resisteva dal 1936, quando il belga Philémon De Meersman trionfò a ventuno anni nella prima edizione della corsa.
Seixas riscrive la storia con naturalezza, senza il peso apparente del record. Eppure, dietro quella leggerezza si intravede un talento già pienamente formato: sette vittorie da professionista, una continuità crescente e una capacità rara di leggere i momenti chiave della corsa. Il suo successo non è frutto del caso, ma il risultato di una costruzione tecnica e mentale che lo proietta già tra i grandi.
Il podio e gli sconfitti di lusso
Alle spalle del francese si apre la lotta per le piazze d’onore. Lo svizzero Mauro Schmid conquista un secondo posto di valore, interpretando con intelligenza la salita finale, mentre il britannico Ben Tulett completa il podio con una prova solida e concreta.
Restano ai piedi del podio nomi di spessore come Benoît Cosnefroy e Mattias Skjelmose, protagonisti di una corsa intensa ma incapaci di rispondere all’accelerazione decisiva di Seixas. Il Mur de Huy, ancora una volta, seleziona senza appello, premiando chi ha la forza e la lucidità per osare nel momento decisivo.
Verso la Liegi: il nuovo volto delle Ardenne
La Freccia Vallone 2026 consegna così al ciclismo un nuovo riferimento, proprio alla vigilia della Liegi-Bastogne-Liegi 2026, atto conclusivo del Trittico delle Ardenne. Domenica, sulle strade della Doyenne, il livello si alzerà ulteriormente con il ritorno di campioni come Tadej Pogačar e Remco Evenepoel.
E tra loro, ormai, non può più mancare Seixas. Non più semplice promessa, ma realtà già compiuta. Il suo trionfo a Huy non è solo una vittoria: è un segnale forte, quasi una dichiarazione d’intenti. Il ciclismo guarda avanti, e il futuro, oggi, ha il volto di un ragazzo di diciannove anni capace di scalare la storia con la stessa naturalezza con cui ha domato il Mur de Huy.
A cura della redazione di Inbici News24
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