“Via il Guangxi, riportiamo il Tour of California”. Quinn Simmons lancia una proposta destinata a far discutere sul futuro del calendario del WorldTour. Il corridore americano della Lidl-Trek, intervenuto nel podcast With Pace, ha parlato delle difficoltà del ciclismo professionistico negli Stati Uniti e della volontà di molti corridori di poter tornare a disputare grandi gare sul territorio americano.
L’idea di Simmons è chiara: eliminare il Guangxi dal calendario e riportare il Tour of California, magari nella parte conclusiva della stagione. Un’ipotesi ancora lontana dalla realtà, ma che secondo l’americano avrebbe un forte appeal all’interno del gruppo.
“Tutto il gruppo vuole tornare in California”
Simmons sostiene infatti che l’interesse dei corridori verso un ritorno negli Stati Uniti sia ancora molto alto.
“Tutto il gruppo vuole fare di nuovo il Tour of California, vuole fare lo Utah. Tutti i corridori vogliono essere qui a correre”, ha spiegato.
Il Tour of California non viene disputato dal 2019 e per anni ha rappresentato il principale appuntamento del ciclismo professionistico americano. Anche il Tour of Utah è scomparso dal calendario internazionale, lasciando un vuoto importante nel panorama delle corse statunitensi.
Il problema, secondo Simmons, è soprattutto di natura economica.
“Il problema è organizzare una gara che perde soldi”
“Il problema è convincere gli americani a organizzare qualcosa che perde soldi”, ha spiegato il corridore della Lidl-Trek.
Una grande corsa a tappe WorldTour richiede infatti investimenti molto importanti, tra chiusure delle strade, trasferte, personale, mezzi e logistica. E il costo aumenta ulteriormente quando si vuole convincere le migliori squadre del mondo a partecipare.
“Se vuoi le squadre WorldTour lì, devi pagarci per venire”, ha aggiunto Simmons, sottolineando la difficoltà di costruire un modello economico paragonabile a quello di molte competizioni europee.
L’alternativa: più corse negli Stati Uniti
Proprio per questo l’americano vede più realisticamente la possibilità di costruire un calendario nordamericano attraverso una serie di corse di un giorno.
L’esperienza alla rinnovata Philadelphia Cycling Classic, che ha superato le sue aspettative, lo ha convinto che negli Stati Uniti possa esserci spazio per altri appuntamenti di alto livello. La sua idea è creare una sorta di blocco di gare tra la East Coast e il Canada, collegando Philadelphia alle classiche canadesi.
“Penso che potrebbe funzionare, magari un secondo weekend con Philadelphia e qualcosa sulla East Coast”, ha suggerito Simmons.
Per un grande Tour WorldTour americano, invece, resta molto più prudente: “Per una grande corsa a tappe per i corridori WorldTour, non credo che succederà”.
“Bisogna vincere il Tour”
Simmons ha poi allargato il discorso alla crescita del ciclismo negli Stati Uniti. E anche in questo caso la sua risposta è stata molto diretta.
“Bisogna vincere il Tour”, ha detto.
Secondo l’americano, infatti, per riportare davvero il ciclismo al centro dell’attenzione negli Stati Uniti servirebbe un corridore capace di conquistare il Tour de France. Nemmeno un eventuale grande successo olimpico avrebbe lo stesso impatto sul pubblico.
“Abbiamo bisogno di un vincitore del Tour se vogliono riportarlo qui. E in questo momento non abbiamo qualcuno che possa farlo”.
Il ragionamento di Simmons nasce anche dalla sua esperienza personale: per lui il Tour resta l’appuntamento più importante del ciclismo, persino più dei Giochi Olimpici.
Il ritorno del Tour of California resta quindi un’ipotesi complicata, ma il messaggio dell’americano è chiarissimo: più ciclismo negli Stati Uniti e, nel caso in cui il Guangxi dovesse davvero lasciare il calendario WorldTour dopo il 2027, Simmons avrebbe già individuato il sostituto ideale.

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