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Photo @ SprintCyclingAgency

UCI, svolta sulla sicurezza dopo la morte di Tarling: arriva il sistema GPS per tracciare corridori e veicoli


La morte di Finlay Tarling continua a spingere il ciclismo verso una riflessione profonda sulla sicurezza delle corse professionistiche. A poche settimane dalla tragedia della Volta a Portugal, la Professional Cycling Council (PCC), riunita il 1° e 2 settembre nella sede dell’UCI ad Aigle, ha dedicato una parte importante dei propri lavori proprio alla necessità di rendere le gare più sicure.

All’inizio della riunione, il presidente dell’UCI David Lappartient, il presidente del PCC Tom Van Damme e tutti i membri del consiglio hanno reso omaggio a Tarling, morto a soli 19 anni dopo l’incidente avvenuto il 14 agosto durante l’ottava tappa della Volta a Portugal.

L’UCI vuole tracciare in tempo reale corridori e veicoli

Il punto più importante emerso dalla riunione riguarda l’introduzione di un sistema dedicato di sicurezza con localizzazione GPS in tempo reale. L’obiettivo è permettere di conoscere durante la gara la posizione di tutti i corridori e dei veicoli presenti sul percorso.

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Secondo quanto comunicato dall’UCI, non è stata ancora raggiunta una proposta condivisa tra tutte le componenti del ciclismo professionistico. L’organismo internazionale ritiene però che sia necessario intervenire rapidamente e ha annunciato l’intenzione di creare un protocollo e un quadro regolamentare specifico per l’utilizzo dei sistemi di tracking durante le competizioni.

La prima applicazione riguarderà le gare UCI WorldTour e UCI Women’s WorldTour, per poi diventare progressivamente più ampia. Un sistema analogo era già stato utilizzato dall’UCI ai Mondiali di Kigali 2025 e verrà riproposto anche a Montréal nel 2026.

“La sicurezza non può essere sacrificata per interessi commerciali”

Il presidente David Lappartient ha ribadito la necessità di mettere da parte le divisioni interne quando si parla di sicurezza. Il messaggio dell’UCI è particolarmente netto: tutte le parti coinvolte devono collaborare e non possono permettere che gli interessi commerciali abbiano la precedenza sull’incolumità dei corridori.

Il tema è diventato ancora più urgente dopo gli incidenti degli ultimi anni e, soprattutto, dopo la tragedia di Tarling. L’introduzione di un sistema capace di monitorare in tempo reale la posizione di corridori e mezzi potrebbe consentire di individuare più rapidamente situazioni potenzialmente pericolose e migliorare la gestione del percorso.

Dal 2027 nuove regole anche per le transenne

Un’altra novità significativa riguarda le barriere utilizzate negli ultimi centinaia di metri delle corse. Su iniziativa di SafeR, organismo dedicato alla sicurezza del ciclismo su strada maschile e femminile, l’UCI vuole garantire che le transenne rispettino gli standard emersi da uno studio realizzato dalla Haute École Spécialisée de Suisse Occidentale Valais-Wallis.

L’adeguamento sarà introdotto in maniera progressiva. Dal 2027 il nuovo requisito entrerà nelle gare WorldTour e Women’s WorldTour, per poi essere esteso anche alle altre categorie.

Una misura che punta quindi a intervenire direttamente su uno degli elementi più delicati nelle fasi finali delle corse, quando velocità elevate e strade strette possono aumentare notevolmente i rischi.

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