C’è un punto, tra il fruscio delle foglie e il ritmo del pedale, in cui la strada smette di essere solo un percorso e diventa una storia. È lì, tra i boschi del Malcantone e i riflessi del Ceresio, che Lugano Region ha scelto di scrivere il prossimo capitolo del suo racconto: un capitolo fatto di biciclette, natura e futuro sostenibile.
Nell’intima cornice dell’Info Point di Via Magatti, a Lugano, l’Ente Turistico del Luganese (ETL) ha presentato la sua nuova visione per lo sviluppo dell’esperienza Bike. A fianco dei promotori, il sorriso e la grinta di Filippo Colombo, campione svizzero di Cross-Country, testimone di un territorio che pedala con il cuore.
Dalla crescita alla cura
Dopo anni di espansione, con una rete che supera i 400 chilometri di tracciati, il Luganese sceglie la via più consapevole: curare ciò che c’è, migliorare ciò che esiste. Una strategia che non punta sull’invasione di nuovi sentieri, ma sulla manutenzione, la qualità e l’esperienza, nel rispetto di una natura che non va conquistata, ma ascoltata.
Questa filosofia, in linea con i principi di sostenibilità e destagionalizzazione, mira a rendere la regione fruibile tutto l’anno, valorizzando le stagioni di passaggio — la primavera che profuma di bosco e l’autunno che incendia i pendii — come momenti privilegiati di scoperta lenta e autentica.
Tre volti, un’unica anima verde
Il progetto individua tre aree cicloturistiche, ciascuna con un carattere proprio:
- Lugano, Ceresio e Basso Malcantone: per chi cerca pedalate dolci e panoramiche, dove natura e città si sfiorano senza scontrarsi.
- Capriasca e Valcolla: per gli spiriti avventurosi che amano i dislivelli e il sapore della sfida.
- Alto Vedeggio e Alto Malcantone: dove gli impianti di risalita portano i biker a danzare tra le creste e i boschi.
Tre territori che insieme compongono un mosaico di paesaggi, emozioni e sostenibilità, in cui ogni percorso diventa un invito alla meraviglia.
Pedalare verso il futuro
Nel segno dell’innovazione, l’ETL lancia tre nuovi percorsi Gravel Bike ad anello — Malcantone Hills, Lugano Peninsula e Vedeggio River Tour — che si aggiungono al già noto Lugano Gravel Tour. Percorsi pensati per un turismo lento, responsabile e accessibile.
Per migliorare l’esperienza e ridurre l’impatto ambientale, nascono servizi come il Bike Shuttle (in collaborazione con 2wheels Rental & Tours) e Uber Mountain Bike, la prima iniziativa svizzera che permette di spostarsi con la propria bici grazie alla mobilità condivisa. Un’idea semplice ma rivoluzionaria: pedalare di meno per esplorare di più.
Il respiro dello sport e dell’ospitalità
Il legame con il mondo sportivo resta una delle colonne portanti di Lugano Region. Eventi come il Tamaro Trophy e Lugano Bike Emotions portano ogni anno energia e passione sulle strade e nei sentieri del territorio. Ma la grande notizia è il ritorno dei Campionati Europei di Mountain Bike Cross-Country, in programma a Rivera dal 30 luglio al 2 agosto 2026. Dopo i Mondiali del 2003 e gli Europei del 2020, il Luganese si prepara a tornare protagonista della scena internazionale.
Non è solo sport, ma un modo per ribadire la vocazione di una regione che vive la bicicletta come incontro tra corpo, paesaggio e comunità.
Un turismo che respira al ritmo del pedale
Lugano Region non parla più di turismo come consumo, ma come esperienza di equilibrio. Ogni itinerario è un dialogo tra chi pedala e ciò che lo circonda; ogni salita, un invito alla lentezza. In questo nuovo orizzonte, la bicicletta diventa strumento di conoscenza, gesto poetico e scelta di rispetto.
Pedalare nel Luganese oggi non è solo muoversi nello spazio: è viaggiare dentro il paesaggio, nel respiro silenzioso di una regione che ha scelto la strada più bella — quella che conduce verso un futuro sostenibile.
Lugano Region invita ogni visitatore a riscoprire la libertà del movimento, l’armonia del paesaggio e la gioia semplice di un viaggio che profuma di vento e di autenticità.
A cura della redazione di Inbici News24
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