Torstein Træen non crede ancora a quello che sta vivendo. Il norvegese della Uno-X Mobility ha indossato oggi la maglia gialla del Tour de France 2026, dopo la quarta tappa con arrivo a Foix. Un momento che segna il culmine di un percorso straordinario, iniziato nel 2022 con una diagnosi che avrebbe potuto cambiare per sempre la sua vita.
La storia incredibile di Træen
Nel maggio 2022, durante un controllo antidoping di routine, Træen ricevette una notizia sconvolgente: gli esami avevano rilevato valori anomali, indicativi di un tumore ai testicoli. Il corridore norvegese, allora 27enne, fu costretto a interrompere immediatamente l’attività agonistica per sottoporsi a un intervento chirurgico.
La diagnosi precoce, resa possibile proprio grazie al controllo antidoping, permise a Træen di evitare la chemioterapia e di tornare in sella già ad agosto dello stesso anno. Da lì, la sua carriera ha ripreso a volare: nel 2023 ha debuttato al Tour de France, frantumandosi però un gomito nella prima tappa. Nel 2025, invece, ha vestito la maglia rossa di leader alla Vuelta a España.
Le dichiarazioni dopo la maglia gialla
Oggi, con la maglia gialla sulle spalle, Træen ha raccontato la sua emozione a caldo: “A dire il vero, non ci credo. Posso sentire che è reale, ma è abbastanza difficile per me capire quanto sia grande questo momento. Vedo i volti del mio coach, dei massaggiatori, di tutti. Mostra quanto sia speciale. Anche i ragazzi sono entusiasti. Per me, potrebbe volerci un paio di giorni per realizzare appieno. Il Tour è la corsa più grande al mondo e godrò della maglia il più a lungo possibile. Vedremo giorno per giorno, ma spero di poterla tenere per un po’ di tempo”.
Il norvegese ha poi raccontato come si è svolta la tappa: “Pensavo che ieri potesse essere il giorno giusto. Ma è andata diversamente, perché la UAE e Tadej [Pogacar] volevano la tappa. Quando sono andato nella fuga oggi, non ci ho creduto fino all’ultima salita. L’unica cosa che il mio DS mi ha detto è stato: ‘Mangia e bevi, mangia e bevi!’ E a un certo punto mi ha dato un margine piuttosto consistente. Le gambe erano buone. Poi speri e credi”.

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