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Prima settimana del Giro d’Italia 2024: Pogacar arriverà a ROMA in rosa?


Tadej Pogačar è il chiaro dominatore del Giro d’Italia 2023. Il campione sloveno della UAE Team Emirates vanta già 3 vittorie di tappa, pari al 33% del totale, e un vantaggio enorme sui suoi immediati inseguitori.

Canale InBici Media Group

Dopo la prima settimana, Pogačar è infatti saldamente al comando della classifica generale con un margine di 2’40” sul secondo classificato Dani Martínez (Bora-Hansgrohe) e 2’58” sul tre volte vincitore del Tour Geraint Thomas (Ineos Grenadiers).

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Molti ritengono che la vittoria finale di Pogačar sia ormai scontata, considerando un distacco così ampio. In passato, però, abbiamo visto grandi rimonte e sorprese all’interno di un Grande Giro, quindi nulla è ancora deciso.

Lo sloveno, reduce dalla vittoria alla Volta a Catalunya con un vantaggio di oltre 3 minuti, potrebbe addirittura arrivare a Roma con un margine di 10 minuti, ma gli ultimi due terzi della corsa potrebbero riservare ancora molte insidie.

Insomma, la corsa rosa non è ancora finita e Pogačar dovrà mantenere alta la concentrazione per arrivare in trionfo a Roma, evitando di subire sorprese dai suoi avversari nelle prossime due settimane.

Ecco la classifica generale del Giro d’Italia prima della tappa 10:

1. Tadej Pogačar (UAE Team Emirates) – Maglia Rosa
2. Dani Martínez (Bora-Hansgrohe): +2:40
3. Geraint Thomas (Ineos Grenadiers): +2:58
4. Ben O’Connor (Decathlon Ag2r La Mondiale): +3:39
5. Cian Uijtdebroeks (Visma-Lease a Bike): +4:02
6. Antonio Tiberi (Bahrain-Victorious): +4:23
7. Lorenzo Fortunato (Astana Qazaqstan Team): +5:15
8. Einer Rubio (Movistar Team): +5:28
9. Thymen Arensman (Ineos Grenadiers): +5:30
10. Jan Hirt (Soudal Quick-Step): +5:53
11. Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team): +6:21
12. Alex Baudin (Decathlon Ag2r La Mondiale): +6:34
13. Filippo Zana (Jayco AlUla): +7:12
14. Romain Bardet (DSM-Firmenich PostNL): +7:51
15. Domenico Pozzovivo (VF Group-Bardiani CSF-Faizanè): +9:23

Oltre a Martínez e Thomas, altri potenziali sfidanti per il podio o addirittura la Maglia Rosa sono Ben O’Connor, Cian Uijtdebroeks e Antonio Tiberi, tutti attardati di meno di 5 minuti da Pogačar.

Come ha dichiarato lo stesso Martínez, “le parti più dure del Giro devono ancora venire”, quindi la corsa rosa è ancora apertissima.

Il Giro d’Italia 2023 sembra già essere in pugno di Tadej Pogačar. Il campione sloveno della UAE Team Emirates, alla sua prima partecipazione alla Corsa Rosa, ha già dimostrato una netta superiorità, conquistando ben 3 vittorie di tappa e costruendo un vantaggio abissale in classifica generale.

Dopo la prima settimana di gara, Pogačar guida la classifica con 2’40” di vantaggio su Dani Martínez (Bora-Hansgrohe) e 2’58” su Geraint Thomas (Ineos Grenadiers). Molti considerano ormai scontata la sua vittoria finale, viste le enormi distanze accumulate sugli avversari.

Tuttavia, gli organizzatori e gli appassionati sanno bene che il Giro d’Italia è una corsa imprevedibile, in cui i grandi distacchi accumulati nelle prime tappe non sono garanzia di successo finale. La storia è piena di esempi di clamorose rimonte e sorprese nelle ultime due settimane della corsa.

A conferma di ciò, anche il weekend appena trascorso ha riservato imprevisti e pericoli. Nella tappa di domenica, Geraint Thomas, Tobias Foss (Ineos Grenadiers) e Maxi Schachmann (Bora-Hansgrohe) sono finiti a terra, dimostrando come anche i migliori corridori non siano al sicuro da cadute e incidenti.

Thomas ha espresso forti preoccupazioni per la sicurezza, lamentando il caos nell’ultimo tratto di gara, con molti corridori “che si buttano a terra” sotto di lui. Un campanello d’allarme che sottolinea come il Giro, nonostante il dominio di Pogačar, rimanga una corsa estremamente pericolosa e imprevedibile.

Proprio per questo, il giovane campione sloveno, alla sua prima esperienza in questo Grande Giro, dovrà mantenere alta la concentrazione e la cautela nelle prossime due settimane, evitando di sottovalutare i pericoli che possono sempre presentarsi in una corsa così dura e incerta come il Giro d’Italia.

A cura della redazione di Inbici News24
Copyright © Riproduzione Riservata Inbici Media Group

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