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TEST SU RULLO E TEST SU STRADA: UNA GRANDE DIFFERENZA DI POTENZA


Che risultati forniscono i test condotti dai ciclisti sul cicloergometro rispetto a quelli espressi dallo stesso atleta ma su strada?

Canale InBici Media Group

La differenza è notevole, o quanto meno è notevole se il parametro su cui si indaga è la cosiddetta potenza FTP, ovvero quel valore convenzionale con il quale la metodologia dell’allenamento applicata al ciclismo fa corrispondere il livello massimo di potenza che un atleta è in grado di esprime in media e in maniera costante per un’ora. «In termini percentuali si parla di una differenza di circa il 14% ».

A parlare così è Luca Bianchini, uno degli storici coach di Magnetic Days, lui che in questi termini interpreta e quantifica i risultati di uno studio condotto da Magnetic Days su un campione di giovani ciclisti su strada.

In particolare, il campione composto da ciclisti su strada dell’età media di 17 anni, ha eseguito un test incrementale indoor sui rulli per bici Jarvis MagneticDays, finalizzato a determinare i parametri fisiologici (4 millimoli e potenza massima aerobica), seguito da prove indoor a potenza costante. Inoltre, entro i quindici giorni successivi a questa prima fase, sono stati svolti anche test all’aperto della durata di 20 minuti, su una salita di 7 km con pendenza dal 5.4% al 6,7%, e ad almeno 24 ore di distanza dalla rilevazione in indoor.

Lo studio era esattamente teso a indagare quell’aspetto poco chiaro alla scienza dello sport riguardante l’entità e la tipologia della relazione tra la potenza FTP e i confini tradizionali dell’intensità dell’esercizio. Questo studio di Magnetic Days, appunto, è stato uno dei pochi a valutare la FTP sul campo (ed anche il primissimo a coinvolgere giovani ciclisti su strada su una notevole pendenza in salita).

I risultati dello studio sono stati resi pubblici di recente sull’ultimo numero di The Journal of Strength and Conditioning Research (JSCR), pubblicato da un gruppo di ricerca che ha visto coinvolti l’Università di Brescia, il centro di ricerca Eurac di Bolzano, il Marathon Sport & Medical Center di Brescia e l’Università Telematica San Raffaele di Roma.

Per sintetizzarne il contenuto ecco appunto il commento di Luca Bianchini: «Da questo studio si evince che la potenza rilevata in laboratorio e quella sulla strada sono diverse. In termini percentuali parliamo di una differenza di circa il 14% di potenza. Come riportato nello studio, infatti, i fattori ambientali sono quelli che incidono maggiormente sulla comparazione dei test indoor e outdoor. Il motivo per cui preferiamo fare i test in indoor è perché ci sono meno fattori di disturbo durante l’esecuzione. Se in outdoor ogni giorno è diverso dal successivo non tanto per il percorso, ma per le condizioni ambientali (es: temperatura e umidità), in indoor queste condizioni sono più stabili. Il motivo per cui si testa in laboratorio è perché ci sono solo le variabili individuali a modificare l’esito del test, escludendo così molte altre variabili che ne influenzano il risultato.

I Coach MagneticDays considerano sempre queste variabili e con l’utilizzo del Jarvis riusciamo ancor più a limitarle. Parliamo, infatti, di uno strumento che garantisce la stessa misurazione nel tempo. Inoltre, utilizzando sempre il medesimo protocollo, la comparazione dei dati ha una altissima accuratezza e affidabilità. Non pretendiamo che ogni ciclista abbia una stanza/laboratorio dedicata al Jarvis, ma con questi accorgimenti possiamo monitorare le condizioni dell’atleta escludendo le variabili maggiormente influenti. Ovviamente dobbiamo avere anche dei parametri outdoor per poter comprendere appieno le caratteristiche dell’atleta, attraverso l’analisi degli allenamenti outdoor. Per esempio, chiedendo all’atleta di pedalare la sua salita preferita al massimo che può. In questo modo, grazie alla letteratura scientifica a supporto dell’esperienza, riusciamo a confrontare le condizioni prestative dell’atleta.A mio parere, la continua interazione tra esperienza e scienza, coach e atleta, azienda e mercato, permette al Jarvis di evolversi ancora di più e in maniera potenzialmente infinita, alla metodologia di allenamento di essere sempre più personalizzata e, soprattutto, permette un miglioramento continuo dei nostri atleti».

Ulteriori informazioni: Magnetic Days

a cura di Maurizio Coccia – Copyright© InBici Magazine ©Riproduzione Riservata

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