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Photo @ SprintCyclingAgency

Vaughters spara a zero: “I controlli antidoping alle 2 di notte avrebbero salvato il ciclismo”


Jonathan Vaughters, CEO di EF Pro Cycling, ha riacceso il dibattito sui controlli antidoping notturni con un post destinato a far discutere. Il dirigente americano, che in passato ha ammesso l’uso di doping a fine anni Novanta, ha sostenuto che test alle 2 del mattino sarebbero stati uno strumento molto efficace per fermare micro-dosaggi di EPO, ormone della crescita e testosterone.

La bordata di Vaughters

Nel messaggio, Vaughters ha scritto che se l’UCI avesse controllato lui e i suoi ex rivali nel 2001 alle 2 di notte, “saremmo stati tutti sospesi” e il ciclismo si sarebbe risparmiato “25 anni di drammi”. Un passaggio forte, con cui l’ex corridore oggi team manager prova a difendere la durezza dei controlli notturni come arma anti-doping davvero incisiva.

Il riferimento a Pogacar e Vingegaard

Il dirigente EF ha poi collegato la polemica ai casi di Tadej Pogačar e Jonas Vingegaard, finiti nel mirino dopo i controlli in piena notte al Tour de France. Secondo Vaughters, i due corridori stanno in qualche modo “scontando” gli errori del passato del ciclismo, e per questo avrebbe persino parlato di scusarsi con loro per il disagio subito.

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Un tema che divide

Le parole di Vaughters arrivano in un momento già teso, perché la questione dei controlli notturni divide nettamente ambiente e opinione pubblica. Da un lato c’è chi li considera uno strumento necessario per rendere il sistema davvero credibile, dall’altro chi li giudica un’invasione del recupero e del riposo degli atleti. Il post del manager EF aggiunge benzina sul fuoco e sposta ancora più avanti il confine della polemica.

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