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Photo @ SprintCyclingAgency

Vingegaard in mascherina al via: la scelta del danese per evitare virus e restare al top


Al villaggio partenza della seconda tappa del Tour de France 2026, Jonas Vingegaard ha fatto notare la sua presenza non solo per la maglia gialla, ma anche per la mascherina indossata durante i contatti con pubblico, giornalisti e addetti ai lavori. Una scelta che il danese della Team Visma | Lease a Bike ripete con costanza: già al Giro d’Italia aveva adottato la stessa precauzione, distinguendosi da molti colleghi poi finiti nelle liste degli influenzati.

Mentre diversi corridori, tra cui l’italiano Giulio Pellizzari, sono stati colpiti da virus e malanni durante le corse, Vingegaard è invece rimasto sempre in salute, senza problemi fisici legati a influenze. Un dettaglio che racconta molto del suo approccio: attenzione maniacale ai minimi particolari, prevenzione costante e grande serietà. Sono proprio questi elementi a fare la differenza tra un semplice campione e un fuoriclasse capace di dominare più anni consecutivi.

Le dichiarazioni di Vingegaard

Interpellato oggi sulla sua scelta, il danese ha spiegato con grande naturalità le ragioni dietro alla mascherina: “Non ho alcun problema personalmente, ma ci sono alcune ragioni dietro. Più che tutto ho sentito che ci sono già alcune infezioni che girano in alcune squadre ed essendomi ammalato nei miei ultimi due grandi giri, penso sia meglio ‘prevenire che curare’”.

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Parole semplici, ma che fotografano un atleta consapevole di quanto sia fragile il proprio stato di forma quando si è immersi in un ambiente ad altissimo stress come quello di un grande giro. Per Vingegaard, ogni piccolo accorgimento conta: dalla mascherina ai gesti quotidiani, tutto è finalizzato a mantenere il massimo della condizione fisica e mentale.

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