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Sara Piffer

SARA PIFFER, UN ALTRO OMICIDIO STRADALE: COSA FACCIAMO, CARE ISTITUZIONI?


Il 24 gennaio scorso in Trentino, è deceduta un’altra persona in sella alla propria bici. Sara aveva 19 anni ed era una grande promessa del ciclismo italiano, con una vittoria UCI già all’attivo tra le elite nella stagione scorsa con il Team G.S. Mendelspeck e la partecipazione al Campionato del Mondo Juniores 2023 a Glasgow. Nella squadra altoatesina diretta da Renato Pirrone, Sara era una delle atlete più giovani, una persona solare, amica e benvoluta da tutte le compagne e dallo staff.

Sara Piffer

Venerdì mattina si trovava in una via tra Mezzocorona e Mezzolombardo, centri della Piana Rotaliana, a nord di Trento, e si stava allenando insieme al fratello Christian, anche lui ciclista nelle categorie giovanili. Da Palù di Giovo, suo paese di origine come per Francesco Moser e Gilberto Simoni, erano scesi nel fondovalle con l’intenzione di risalire fino a Fai della Paganella ma un automobilista, che si trovava in fase di sorpasso in una via del paese, l’ha centrata in pieno senza lasciarle scampo. Christian se l’è cavata con ferite lievi ma con il trauma indelebile di assistere in prima persona al decesso di sua sorella.

Nei primi 24 giorni del 2025 i decessi in bicicletta sulle strade italiane erano già nove: cosa bisogna fare di più per prevenire ed evitare queste morti? Persone che si allenano, che vanno in bici a passeggio, al supermercato, a farsi una scampagnata o semplicemente per passione, rischiano la vita quotidianamente pedalando sulle strade, mentre a bordo di mezzi motorizzati i conducenti sfrecciano in barba ai cartelli e ai divieti o alla segnaletica di pericolo situata in determinati luoghi.

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UCI 2023 World Championship Glasgow – Women Junior Road Race – 05/08/2023 – Sara Piffer (ITA) – photo Luis Angel Gomez/SprintCyclingAgency©2023

Le automobili, le moto, i camion e gli autobus sono come armi in nostro possesso, pronte ad uccidere per colpa delle nostre continue distrazioni. Le recenti modifiche al codice della strada sono insufficienti per prevenire gli omicidi stradali e bisogna fare di più da parte delle istituzioni per la salvaguardia dell’utente più debole, dal ciclista al pedone e a chi usa il monopattino, diventati come bersagli di potenziali assassini frustrati.

Sara Piffer è una delle tante vittime degli ultimi anni, investita tragicamente mentre stava coltivando la passione per il ciclismo, il quale sarebbe diventato poi a tutti gli effetti il suo lavoro. Uccisa come Michele Scarponi, come Davide Rebellin e tanti altri ancora. La lista è infinita, ma pare che all’orizzonte non si stia facendo niente per risolvere il problema, come invece già succede in altri Paesi europei come la Spagna. Istituzioni italiane, fate qualcosa!

La vittoria di Sara Piffer a Corridonia (MC) – Foto (c) Flaviano Ossola

Oggi pomeriggio a Palù di Giovo (TN) si da l’ultimo saluto a Sara Piffer, circondata dall’affetto di amici, parenti, squadra e appassionati di ciclismo che desiderano stare vicino a chi le ha voluto bene. E anche noi di InBici ci uniamo al cordoglio per la sua scomparsa. Ciao Sara.

A cura di Andrea Giorgini – Copyright © Riproduzione Riservata Inbici Media Group

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