Abbiamo intercettato alcuni ciclisti italiani, protagonisti delle prove maschili e femminili della Omloop Nieuwsblad 2025, al microno della nostra Tina Ruggeri!
Letizia Paternoster, la tua stagione è iniziata così con una caduta al UAE-Tour femminile e poi soprattutto un ricordo di Sara Piffer.
Sì, UAE-Tour è andato così, però è acqua passata. Ora andiamo avanti, siamo qui in Belgio e cerchiamo di goderci veramente ogni istante di questa meravigliosa corsa. Cercherò di essere al mio meglio e di dare tutto quello che ho. E sì, un saluto, veramente un forte abbraccio a tutta la famiglia di Sara, e che il suo ricordo sia sempre con noi. Correrò sicuramente anche per lei.
Vincenzo Albanese, ti vediamo bello, sorridente, abbronzato, in rosa, insomma una stagione che tu speri sia davvero rosea.
Sì, sono positivo, sono molto contento di essere qua. Quest’anno mi hanno fatto un bellissimo programma, quello che ho sempre sognato da ragazzo. Queste gare le vedevo in TV e adesso mi trovo qui e spero di fare un bel risultato.
Ti piacciono questi percorsi?
Sì, anche l’ambiente, è tutto un’altra cosa. Senza nulla togliere al nostro, però si sente che c’è qualcosa in più.
Sì, effettivamente ce ne sono migliaia di persone, un’incredibile organizzazione.
Non c’è un modo migliore per iniziare la nostra giornata.
Giorgia Bronzini, un’esperienza nel mondo maschile come DS. Pochi giorni fa sono stati presentati i commissari tecnici, ma nessuna donna!
Le donne negli ultimi anni hanno dimostrato che a livello qualitativo sono migliorate. Tante di esse sono nelle scuole femminili, quindi perché no? Abbiamo visto in altre nazioni, per esempio in Olanda, fino all’ultimo quadriennio, una donna che guidava la nazionale olandese e direi che non sono andate così male. Al di là della qualità dei corridori, comunque anche chi c’è alle spalle deve avere un po’ di esperienza! Non dico che chi c’è stato prima dei nostri tecnici abbia fatto errori o non si sia comportato bene! La scelta che ha fatto Sangalli di andare a far parte di una World Tour… ma anche quella ha senso ed è apprezzabile; vuole fare un’esperienza diversa che sicuramente porterà prestigio alla squadra. Adesso, con il mondo femminile, ci sarà Marco Velo, di cui ho una grande stima per quanto riguarda la strada. Spero che la collaborazione possa essere reciproca. Per quanto riguarda Bragato, non l’ho avuto personalmente e non ci ho lavorato direttamente quando ero corridore, però ho sempre ricevuto grandi feedback quando ho avuto ragazze che frequentavano la pista mentre io ero DS. Quindi faccio un grande in bocca al lupo e spero che magari in futuro ci sia qualche donna anche alla guida della nostra nazionale.
Elena Pirrone, siamo qui sulle strade del Belgio, un ciclismo completamente diverso rispetto a quello italiano, però soprattutto per te un ricordo di Sara Piffer e un messaggio per la sicurezza.
Sì, sicuramente è bello poter essere qui e correre anche con Sara nel cuore. So che lei avrebbe voluto tanto partecipare ed essere anche lei qui. Non è un argomento facile; oggi si parla di sicurezza sulle strade, ma comunque non basta. Bisogna fare davvero qualcosa che possa cambiare le cose! Ci si sta provando, speriamo che in futuro possa andare meglio e soprattutto sarebbe opportuno lanciare un messaggio agli automobilisti. Vedo che sulle strade non è tanto questione di regole, ma più di rispetto. Tutti hanno fretta e appena vedono un ciclista, a prescindere, non lo sopportano; è sempre in mezzo alle scatole. Quindi penso che questo pensiero debba cambiare alla base; si potrebbe fare qualcosa magari nelle scuole già da piccoli, e questo sarebbe già qualcosa.
Quindi Elena, oggi corri con Sara nel cuore, come hai detto?
Sì, sicuramente. Era una ragazza sempre solare, molto riservata in realtà perché era timida. Mi ricordo quei pochi allenamenti che abbiamo fatto insieme quando andavo con la squadra di mio papà; era molto timida, salutava, molto gentile ed educata. Sicuramente una persona che mi mancherà tanto e oggi mi dà un po’ di forza.
Silvia Persico, le gare in Belgio ti ricordano un po’ il ciclocross?
Quello sicuramente. Siamo su strada e devo dire che sono molto contenta di essere qua e di cominciare questa stagione delle classiche. È stato sicuramente un buon inizio di stagione e speriamo di continuare così per fare qualcosa di grande.
Soraya Paladin, queste sono le corse che ti piacciono.
Sì, fa un po’ freddo, però siamo pronte; ci scalderemo sicuramente in gara. È bello iniziare con le classiche del nord, sicuramente. Mi divertirò e daremo spettacolo. Staremo attorno a Niewiadoma, ma se arriveremo allo sprint ci sarà Chiara che dirà la sua!
Chiara Consonni, diceva Soraya Paladin, se si arriva in volata lo sprint sarà tutto tuo.
Sicuramente! Squadra nuova, compagnie nuove; si inizia un’altra stagione super motivate e correre al fianco di campionesse come le mie compagne di squadra è sempre un’emozione. Con motivazione… siamo pronte.
Sui Muri del Belgio in preparazione per la pista?
Quest’anno abbiamo già fatto un po’ di pista; abbiamo già conquistato due medaglie all’europeo, quindi un buon inizio. Adesso speriamo in qualcosa sulla strada e vediamo cosa ci riserverà.
Il nuovo CT Bragato, questa esperienza è completamente nuova, però vi ha sempre assistito come tecnico al vostro fianco.
Sì, sicuramente ci conosciamo; ci ha visto crescere, quindi è una motivazione in più. Inizieremo questo nuovo percorso di quattro anni e speriamo solo che ci siano dei cambiamenti positivi. Sicuramente ce ne saranno e siamo pronte e super motivate.
Visualizza questo post su Instagram

InBici Media Group Rivista per ciclisti, InBici Magazine, Passione sui Pedali










