Come accennato in precedenza da idlprocycling.com:
la decisione di includere la salita del Montmartre nell’ultima tappa del Tour de France ha acceso il dibattito tra appassionati e ciclisti. Mentre i fan accolgono con entusiasmo questa novità nel percorso, i corridori come Remco Evenepoel, Wout van Aert e Jonas Vingegaard hanno espresso preoccupazioni. Tuttavia, Christian Prudhomme, direttore del Tour, difende la scelta, sottolineando come questa modifica possa arricchire la leggenda della corsa.
Prudhomme ha dichiarato che “ciò che è buono per il Tour è buono anche per i suoi campioni”. Secondo lui, l’aggiunta del Montmartre non solo aumenterà l’imprevedibilità della gara, ma contribuirà a rafforzare l’immagine globale del ciclismo. Inoltre, ha condiviso il suo “sogno selvaggio” di vedere il vincitore della maglia gialla trionfare sugli Champs-Élysées, un’impresa che solo Bernard Hinault è riuscito a compiere nel 1979 e 1982. Per Prudhomme, questa nuova configurazione potrebbe riaprire quella porta.
Nonostante le critiche dei corridori, Prudhomme ricorda che simili controversie sono emerse in passato, come per le tappe di ghiaia o l’introduzione del Tourmalet e dei Pirenei nel 1910. Queste scelte, inizialmente criticate, sono ora parte integrante della storia del Tour. L’articolo completo è disponibile su Sporza.
Dal Belgio, ex professionisti come Jurgen Van den Broeck e Gert Steegmans hanno mostrato sentimenti contrastanti. Steegmans, vincitore di tappa a Parigi, ha affermato che il ciclismo è uno sport tradizionalista, ma è favorevole a sperimentazioni come questa. Van den Broeck, invece, teme che lo stress nel gruppo aumenterà, considerando che l’ultima giornata era solitamente più rilassata. Tuttavia, entrambi concordano sull’importanza di valutare il cambiamento dopo averlo vissuto.
La domanda rimane: questa variazione offrirà uno spettacolo memorabile o si trasformerà in una tappa tranquilla? Secondo Van den Broeck, se i primi tre in classifica generale saranno vicini, la tensione sarà palpabile, anche se dubita che una salita di quarta categoria possa fare la differenza. Una cosa è certa: il finale del Tour non sarà più lo stesso.
Parole chiave: Remco Evenepoel, Wout van Aert, Jonas Vingegaard, Christian Prudhomme, Bernard Hinault, Jurgen Van den Broeck, Gert Steegmans
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