Dalle colline del Beaujolais al sogno del professionismo
Nato a Lione nel 2006, Seixas ha scoperto la bicicletta tra le colline del Beaujolais. La sua prima corsa, da bambino, era più un gioco che una gara: «Mi piaceva solo sentire il vento in faccia», racconta. Quella sensazione non lo ha più abbandonato. A dodici anni era già un piccolo fenomeno regionale, a quattordici vinse il titolo nazionale e a sedici cominciò a farsi notare anche nel ciclocross, dove imparò la tecnica e la durezza della disciplina invernale.
Nel 2023 approdò alla AG2R Citroën U19 e l’anno successivo visse una stagione da dominatore: trionfò nella Liège-Bastogne-Liège junior, al Tour du Pays de Vaud e al Giro della Lunigiana, ma soprattutto divenne campione del mondo a cronometro juniores. La Francia trovò così il suo nuovo astro nascente.
Il debutto tra i professionisti
Nel 2025 Seixas ha compiuto il grande salto, entrando nella squadra WorldTour Decathlon AG2R La Mondiale. Alla prima stagione da pro ha mostrato una disarmante naturalezza: quinto al Grand Prix La Marseillaise, secondo alla Paris-Camembert, ottavo al Critérium du Dauphiné e infine vincitore del Tour de l’Avenir, la “corsa dei futuri campioni”.
«Ha la calma dei grandi e la curiosità dei ragazzi», ha dichiarato il suo direttore sportivo Julien Jurdie. «È raro trovare un talento così completo a quell’età». E in effetti Seixas unisce la precisione del cronoman alla leggerezza dello scalatore, due anime che si bilanciano con sorprendente armonia.
Il Lombardia, la prova di maturità
Quando si è presentato al via del Giro di Lombardia 2025, pochi si aspettavano che un diciannovenne potesse reggere il confronto con i migliori. Ma chilometro dopo chilometro, curva dopo curva, Seixas ha dimostrato una lucidità che non appartiene alla sua età. Sempre attento, sempre nel posto giusto, ha saputo leggere la corsa come un veterano.
Nelle ultime salite, mentre Pogačar prendeva il largo, il giovane francese non ha ceduto. Ha stretto i denti, si è aggrappato ai sogni e ha tagliato il traguardo di Bergamo in settima posizione. Un risultato che vale come una vittoria. «È stato come correre dentro una leggenda», ha detto. «Ho imparato più in sei ore di gara che in un’intera stagione».
Un talento che guarda lontano
Con il risultato al Lombardia, Seixas si è imposto come il nuovo volto del ciclismo francese. In patria lo paragonano a David Gaudu e, più ambiziosamente, a Tadej Pogačar. Ma lui resta umile, più interessato a migliorarsi che alle etichette. Ama le corse a tappe, ma non disdegna le classiche: «Mi piacciono le giornate dure, quando la corsa si decide con la testa oltre che con le gambe».
Fuori dalla bici è riservato, educato, lontano dalle esuberanze social dei suoi coetanei. Chi lo conosce parla di un ragazzo che ascolta, osserva e parla solo quando serve. «Ha una mente da adulto», dice Thomas Voeckler, il ct della nazionale francese. «E soprattutto non si accontenta mai».
Il futuro dopo il Lombardia
Con la stagione 2025 ormai agli sgoccioli, Seixas può guardare al futuro con la serenità di chi ha già dimostrato di poter competere con i migliori. Il settimo posto al Lombardia — nella top 10 della classifica finale — non è solo una medaglia simbolica: è la conferma che il ciclismo francese ha trovato un nuovo leader per gli anni a venire.
Nel 2026 lo attende un programma più ambizioso: qualche corsa a tappe di una settimana e forse l’esordio al Giro d’Italia. Ma lui non vuole bruciare le tappe. «Ogni salita è una lezione», ha detto dopo la corsa lombarda. «E io ho ancora tanto da imparare».
Un ragazzo e la sua salita
Quando torna a casa, Seixas pedala ancora sulle strade del Beaujolais. Nessun traguardo, nessuna folla. Solo il rumore delle ruote sull’asfalto e il profumo dell’uva che matura. «Lì ho imparato che ogni salita ha un senso», racconta. «Ti insegna a conoscere te stesso». Forse è per questo che, anche sotto le luci dei grandi palcoscenici, Paul Seixas resta un ragazzo semplice: uno che corre non per fuggire, ma per appartenere.
E se il futuro del ciclismo francese ha un volto, oggi porta il suo sorriso. Quello di un giovane che, con un settimo posto al Lombardia, ha trasformato la promessa in certezza.
A cura della redazione di Inbici News24
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